Parona, bloccata la cisterna della morte
b PARONA./bb La cisterna della morte è stata sequestrata. Un provvedimento disposto dal sostituto procuratore Rosa Muscio che ha aperto un'inchiesta sul tragico incidente sul lavoro avvenuto all'interno della ditta Intercoating a seguito del quale ha perso la vita Alessandro Pedrazzini, un operaio che aveva 52 anni e abitava a San Martino in Strada in provincia di Lodi. L'uomo lavorava per la ditta Vibro Mac con sede sempre nel Lodigiano. Sono piuttosto buone le condizioni di un operaio intossicato, Andrea Triolo, 37 anni, abitante a Turano Lodigiano.BR /b Ieri pomeriggio il titolare della ditta Vibro Mac è stato convocato a Mortara dai carabinieri. Probabilmente doveva sbrigare alcuni dettagli formali ma non è da escludere che, già nei prossimi giorni, vengano spiccati alcuni avvisi di garanzia con l'accusa di omicidio colposo. La morte di Alessandro Pedrazzini presenta infatti particolari importanti che devono ancora essere chiariti.BR Prima di tutto i responsabili della sua azienda dovranno spiegare perchè l'operaio era sceso all'interno della maxi-cisterna senza mascherina di protezione e dovranno anche chiarire quali precauzioni erano state prese per un lavoro di manutenzione in un posto non propriamente sicuro. In pratica, i tecnici dell'Asl (ai quali è stata affidata l'inchiesta) stanno cercando di verificare se sono stati presi tutti gli accorgimenti di sicurezza oppure se Alessandro Pedrazzini e Andrea Triolo (che è dipendente della ditta C.M.L. di Turano Lodigiano) hanno iniziato il lavoro con eccessiva disinvoltura.BR Intanto sul corpo di Alessandro Pedrazzini dovrà essere eseguita l'autopsia per chiarire le cause precise del decesso e, soprattutto, da cosa è stato provocato. Il lavoro sarebbe stato causato da esalazioni di gas ma, per il momento, c'è ancora mistero fitto sulla composizione precisa.BR Davide Pedrazzini e Andrea Triolo giovedi mattina erano arrivati a Parona perché dovevano eseguire lavori di manutenzione all'interno di una maxi-cisterna della Intercoating che serve per la decantazione di vernici e di diluenti. Un lavoro non particolarmente pericoloso (tra l'altro dovevano anche smontare una pala) che, altre volte, non aveva procurato problemi. I due operai lodigiani erano scesi da una scaletta, la cisterna è profonda circa quattro metri, e erano arrivati sul fondo. La cisterna era vuota. Dalla prima ricostruzione sembra che davanti ci fosse Alessandro Pedrazzini. L'operaio si era sentito subito male ed era caduto sul fondo. Il collega forse aveva cercato di soccorrerlo ma era crollato a terra anche lui. Verso le 9.30 un capo-reparto della Intercoating ha detto a Mariano Francesco Dibitonto, un dipendente che abita a Rosasco, di andare a controllare cosa stavano facendo gli operai della ditta esterna impegnati nella cisterna. Ma non c'erano tracce della loro presenza.BR «Sono andato subito vicino alla cisterna - aveva spiegato l'operaio di Rosasco - dove c'erano alcuni colleghi. Ho chiesto dove fossero finiti gli 'esterni" ma nessuno sapeva nulla. Mi sono insospettito e sono salito sulla cisterna e da li ho guardato verso il fondo: erano distesi e non davano segni di vita».BR