Brown nazionalizza 8 banche
bLONDRA. /bbIl governo laburista di Sua Maestà ha sfoderato l'artiglieria pesante per salvare dal crollo verticale le principali banche del Regno Unito andate in tilt a causa della crisi finanziaria: ne diventerà l'azionista di riferimento tramite un robusto intervento di ricapitalizzazione e semi-nazionalizzazione che realizzerà acquistando azioni per 25 miliardi di sterline (32 miliardi di euro).BR /b Il maxi-piano di salvataggio prevede la creazione di un fondo con altri 25 miliardi di sterline dove tutte le banche del Paese potranno attingere a piene mani in caso di necessità, cedendo in cambio un'ulteriore dose di azioni alla mano pubblica. A conferma di quanto Darling e Brown ripetono a iosa da qualche giorno («siamo pronti a fare tutto quanto in nostro potere per la stabilizzazione del sistema bancario»), il massiccio piano varato ieri mette poi a disposizione delle traballanti banche una valanga di prestiti a breve periodo (fino ad un totale di 200 miliardi di sterline) mentre lo stato si impegna a garantire le obbligazioni emesse dalle banche per altri 250 miliardi di sterline. A rigore quindi si potrebbe parlare di un intervento da 500 miliardi di sterline.BR Le quote di liquidità riservate a ognuna delle otto banche coinvolte (Abbey, Barclays, Hbos, Hsbc, Lloyds TSB, Nationwide Building Society, Royal Bank of Scotland e Standard Chartered) varieranno secondo fattori diversi, tra cui la politica dei dividendi e gli stipendi e i bonus dei dirigenti: per accedere al piano di salvataggio le banche dovranno poi impegnarsi a concedere prestiti alle piccole imprese e a mutui per l'acquisto di case.BR «Il piano è un importante passo in avanti, ma non è il solo. Non escludo niente. Faremo tutto quello che serve», ha avvertito Darling.BR