Arfea, niente stipendi e scatta lo sciopero Gli autisti piemontesi bloccano i mezzi In tilt anche le corse dirette in Oltrepo
di Stefano Romano brVOGHERA. «E' in corso una improvvisa agitazione sindacale di cui non si conosce la durata»: due righe sul sito Arfea per riassumere una giornata di caos nei trasporti. Lo stipendio di settembre non è arrivato, e ieri gli autisti Arfea della provincia di Alessandria non si sono messi alla guida: i collegamenti fra il Piemonte e l'Oltrepo si sono interrotti e i trasporti pubblici sono andati in tilt. Ed è scattato l'allarme anche per l'Oltrepo.brGli stipendi degli autisti pavesi devono essere pagati fra tre giorni appena e i sindacati sono in allerta: è la seconda volta che gli autisti Arfea sospendono il servizio in Piemonte perchè 'salta" il versamento dello stipendio agli autisti assunti con contratto piemontese. Un segnale preoccupante visto che Arfea, azienda con sede ad Alessandria, dopo aver vinto il bando provinciale, ha rilevato anche tutti i servizi di trasporti extraurbani dell'Oltrepo che fino a luglio erano gestiti da quattro aziende del territorio. Un segnale che ha preoccupato prima di tutto i presidi: «I nostri ragazzi arrivano da un bacino molto ampio — conferma il dirigente dell'istituto agrario Gallini Luigi Toscani -. I ritardi sono all'ordine del giorno e l'abbiamo già scritto alla provincia. Nel giorno dell'agitazione sindacale per il mancato pagamento degli stipendi, chi doveva arrivare con il bus non è potuto entrare in classe». Ritardi e disservizi: segnali tanto preoccupanti che, dopo aver multato l'azienda per i ritardi, l'amministrazione provinciale di Pavia ha deciso di inviare a Voghera due squadre di ispettori a verificare la consistenza, appunto, dei ritardi alle fermate. «Ritardi che esistono e sono stati rilevati — conferma l'assessore ai trasporti di piazza Italia Romano Gandini -. Ritardi che, lo ripetiamo ancora una volta, sono dovuti essenzialmente a motivi organizzativi visto che gli autisti sono costretti a timbrare fisicamente biglietti e abbonamenti visto che ancora non sono disponibili gli abbonamenti a vista come prescritto dalla legge regionale. E' vero che il contratto di servizio dà sei mesi di tempo ad Arfea per adeguarsi a tutte le richieste: ma è altrettanto vero che gli utenti chiedono servizi efficienti. Abbiamo incontrato l'azienda e abbiamo rinnovato l'invito ad accelerare le procedure che permettano di eliminare i problemi rilevati: a breve verificheremo nuovi provvedimenti». Sul piede di guerra anche i sindacati: «Questa mattina (ieri per chi legge ndr) le corse da Tortona verso Voghera e l'Oltrepo non sono partite — spiega Nicola Sirianni, segretario generale del Silt, sindacato di categoria che raccoglie più della metà degli iscritti tra i dipendenti Arfea —. Gli autisti hanno avviato lo stato di agitazione nel momento in cui non è stato pagato completamente, per la seconda volta nel giro di due mesi, lo stipendio mensile. Sono state coperte le corse che nascono e muoiono in provincia di Pavia, non quelle in partenza e verso il Piemonte garantite da autisti con contratto 'piemontese"». Ma quanto durerà l'agitazione degli autisti? «Non si sa: siamo in trattativa per avere formule di garanzia per il pagamento dello stipendio».brFormula secca che rende bene l'idea di quale sia la situazione. Tanto più che in Oltrepo si inseguono le voci sulla difficoltà dei mezzi Arfea perfino a rifornirsi di carburante.br«E' vero — conferma Sirianni -. Ci sono problemi per l'approvvigionamento di gasolio: il rifornimento viene razionato e i mezzi devono rifornirsi almeno un paio di volte la settimana, mai con il pieno». Ma davvero è un problema viaggiare senza il pieno? «Normalmente un autista fa un pieno, massimo due, ogni settimana — rispinde il segretario del Silt —. Se non si riempie il serbatoio, ogni due giorni gli autisti a fine corsa devono andare a contrattare dai benzinai».brProblemi di liquidità?br«Conti non ne abbiamo visti: risponde Sirianni -. Sta di fatto che prima che diventasse operativo il contratto unico con Arfea, i trasporti pubblici in Oltrepo erano gestiti da quattro aziende con 125 persone e 110 autobus circa. Oggi Arfea ha parco macchine di 90 mezzi per tutto l'Oltrepo e 107 persone compresi gli impiegati». Questo vuol dire? «Vuol dire che siamo sotto organico per dare un servizio normale — taglia corto Sirianni —. E nemmeno i mezzi sono sufficienti: Si usano in Lombardia autobus in prestito, e con i colori, della Regione Piemonte. Mezzi pagati dalla Regione Piemonte: la concessione per utilizzare questi mezzi anche in Lombardia era fino al 30 settembre, ora siamo in ottobre...».