Bigiavano la scuola e rubavano dai videopoker

b PAVIA./b bContagiati dalla 'febbre del gioco". Di certo attratti dalla possibilità dei soldi facili. Denaro rubato dai videopoker, che i tre ragazzi minorenni poi spartivano tra di loro, magari per comprarsi cellulari o vestiti griffati. I carabinieri li hanno arrestati l'altro ieri all'interno del bar 'Elite", in piazzale Stazione, mentre recuperavano il denaro, 190 euro, dell'ennesima, irregolare vincita. I giovani, di 16 anni, abitanti in provincia di Pavia, sono studenti delle scuole superiori. Ma a scuola non ci andavano quasi mai. Ora sono accusati di furto aggravato in concorso.BR /b A loro è stata contestata anche l'associazione per delinquere. I ragazzi, un italiano, un ucraino e un albanese, sono ora rinchiusi nel carcere Beccaria di Milano in attesa di essere sentiti. Ma la baby-gang sarebbe composta da altri giovani, tutti minorenni. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Pavia, agli ordini del capitano Claudio Arneodo, proseguono. Si sa che i ragazzi bigiavano la scuola con una certa frequenza, e si ritrovavano quasi ogni mattina nel bar del piazzale della Stazione.BR Il meccanismo con cui mettevano a segno i colpi era semplice. Per prima cosa veniva spaccato il frontalino di plastica dove finiscono le monete. Poi, attraverso la breccia ricavata, infilavano la mano, recuperavano la moneta precedentemente inserita e rigiocavano. Cosi, per l'intera mattinata. Fino a che non arrivava la vincita. Spesso molto consistente, soprattutto per ragazzini di quell'età. In almeno un caso, pochi giorni fa, erano riusciti a intascare 800 euro. E sono state proprio queste vincite, che svuotavano con una certa regolarità la cassa dei videopoker, a insospettire il proprietario del locale, Michele Scavone. Che ha cominciato a tenere d'occhio quel gruppetto di ragazzini che quasi ogni mattina si attaccava alle macchinette.BR I giovani, in effetti, hanno commesso un errore. Il bar è videosorvegliato, con telecamere che puntano in ogni angolo e allarmi collegati direttamente alle forze dell'ordine. Al gestore è bastato rivedere con attenzione i fotogrammi delle registrazioni per capire che quelle vincite non erano regolari.BR Nelle immagini, infatti, si vedevano i ragazzini rompere la parte di plastica della macchinetta, infilare la mano, recupare la moneta e ritentare il gioco.BR A questo punto è partita la segnalazione ai carabinieri. L'altra mattina i militari del nucleo Radiomobile sono entrati mentre i ragazzi erano intenti a dividersi i soldi della vincita. Colti con le mani nel sacco. In 'flagranza di reato", come si dice in gergo. Una condizione che consente che scattino subito le manette. I giovani sono stati identificati. Appartengono a quelle che si possono definire 'buone famiglie", senza particolari problemi. Anche l'albanese e l'ucraino sono figli di immigrati regolari, abitanti in provincia di Pavia da anni. Ora rischiano di pagare cara la loro bravata.BR