Chiedono il pizzo e finiscono in carcere

bMORTARA. /bbHanno chiesto il pizzo a un barista di Ottobiano, prendendolo a botte. Otto giorni dopo sono finiti in carcere: i carabinieri hanno arrestato i fratelli Antonino e Gioacchino Cammarata, 31 e 28 anni, di Mortara e San Giorgio, e Stefano Campanile, 37 anni di San Giorgio, accusati di estorsione e lesioni. I militari hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare del gip Stefano Vitelli.BR /b Sabato 27 settembre, secondo le accuse i tre si erano presentati al Real bar di viale Matteotti, alle otto del mattino. Pretendendo di iniziare con quella una serie di 'visite" periodiche, ricompensate con versamenti in denaro. Ogni volta, 200 euro in cambio della protezione all'attività commerciale. Altrimenti, avrebbero distrutto il locale e fatto del male al proprietario, Leonardo C., 37 anni, e alla famiglia: la moglie e due figli. Per essere più convincenti, hanno picchiato il barista fratturandogli il naso.BR Quando è caduto a terra lo hanno preso a calci, provocandogli contusioni in diverse parti del corpo, guaribili in 45 giorni. Il titolare del bar, che è residente a Cergnago, quella mattina non era solo: con lui c'era la moglie. La donna ha assistito al pestaggio e poi ha consegnato ai tre estorsori 500 euro - tutto il denaro che aveva a disposizione - perché se ne andassero e lasciassero stare il marito, che non intendeva cedere al ricatto e per questo è stato aggredito. I tre poi si sono allontanati a bordo di un'automobile scura, notata anche da diversi testimoni.BR Ma prima di uscire dal bar Real hanno minacciato di nuovo il commerciante. La vicenda è stata considerata subito anomala: non una 'semplice" rapina, in altre parole. Prima di tutto, per l'orario in cui i banditi sono entrati in azione. Erano da poco passate le otto del mattino e, in genere, a quell'ora le casse di un bar sono ancora quasi vuote. Una rapina avrebbe avuto un bottino ridotto, e non sarebbe valsa la pena di correre il rischio. Si è pensato quindi a un'estorsione. Sentiti dai carabinieri, il barista e la moglie hanno detto di conoscere i tre uomini, che erano clienti. Ma in precedenza non avevano mai minacciato i gestori o fatto richieste di denaro, almeno secondo la versione delle vittime. Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Vigevano, in base agli accertamenti dei carabinieri ha firmato quindi le ordinanze di custodia in carcere per i tre presunti estorsori, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio. I militari della stazione di San Giorgio, con i colleghi del nucleo operativo e radiomobile e della stazione di Mortara, le hanno eseguite ieri mattina. (a.m.)BR