Valentino cambia i direttori creativi

b PARIGI. /bLa stampa straniera meno addentro, e un po' scioccata dalle notizie, ieri cercava i giornalisti italiani per sapere chi fossero i nuovi direttori creativi di Valentino, ma c'era perfino qualche famosa giornalista nostrana che non ne aveva mai sentito parlare. Eppure, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli non sono nè giovanissimi talenti (lei 44 anni e lui 41) nè rivelazioni dell'ultima ora. Ma sono sempre rimasti dietro le quinte. Che siano bravi lo dicono tutti da molti anni. Lo hanno dimostrato da Fendi dove hanno contribuito a inventare la famosa Baguette (c'è chi dice che ne siano i veri autori), lo hanno confermato da Valentino, dove sono stati chiamati nel 1999 dallo stesso couturier per lanciare la linea di accessori che, in effetti - da quel momento - è sempre stata glamorous. Ieri i due, un tandem professionale ma non una coppia nella vita (entrambi hanno famiglia: lei due figli, lui tre), se ne stavano in place Vendome, davanti alla sede parigina di Valentino, a prendere un po' di sole e a rilassarsi dopo tanto frastuono: braccati dai giornalisti, non hanno voluto dire niente, se non confessare sinceramente «entusiasmo e orgoglio» per il nuovo ruolo. Hanno detto molto invece sia l'azienda, che nel comunicato dopo il Consiglio di Amministrazione ha spiegato che Alessandra Facchinetti non era 'allineata" con la visione aziendale, sia la stessa stilista, che ha espresso amarezza per aver saputo tutto dalla stampa e non dai vertici della Valentino. Ma hanno parlato tanto, ieri, anche Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, che evidentemente non avevano mai digerito che fosse stato scelto un 'delfino" senza consultarli. Chiuri e Piccioli invece li sentono loro creature, chiamati da loro alla Valentino e soprattutto sempre tanto rispettosi del lavoro del famoso couturier. Lui, Valentino, in questi giorni di rumors, ha avuto le sue belle soddisfazioni: c'era perfino chi, sui giornali, ipotizzava un suo ritorno. Ma cosa ha fatto di tanto tremendo questa giovane donna dal «raffinato talento artistico», come riconosce lo stesso comunicato dell'azienda? Perfino Giammetti, assistendo alla prima sfilata Facchinetti del 28 febbraio 2008, si era espresso favorevolmente, dicendo che era uno stile elegante e rispettoso. Ieri, invece, anche lui a spararle addosso. Pare che il carattere della signora non sia dei più facili e che, per esempio, la collaborazione con Chiuri e Piccioli, responsabili degli accessori, non abbia funzionato. Ma è anche vero che le aziende sono sempre meno disposte ad aspettare che il talento si concretizzi nel prodotto e, soprattutto, quando qualcosa non funziona, se la prendono con lo stile più che con il management.BR