Da tutta Italia in piazza per pregare il beato

bVIGEVANO. /bb«A pancia piena la parola di Dio si ascolta meglio. Perciò padre Pianzola portava da mangiare e da bere alle mondine. Mia zia suora lo descriveva cosi». Massimo Ferrero, 25 anni, guidava il primo gruppo entrato in piazza Ducale, ieri a mezzogiorno. Sono partito da Villastellone in provincia di Torino. Sua zia è una pianzolina, vive a Mortara nella residenza di via Mazza. Seconda di 8 figli, la 76enne suor Armida ha preso i voti nel '52. Ieri c'erano anche le sorelle Maria e Adriana: «Quando ha deciso di prendere il velo, nostra madre ha pianto per giorni. Poi ha capito che era una grande scelta».BR /b Sciarpe colorate col ritratto del Beato al collo di tutti, usate come velo dalle donne durante la messa. Ombrelli aperti per ripararsi dal sole, sotto un cielo perfettamente azzurro. Panini e chiacchiere aspettando l'evento: gli scout danno informazioni, Croce rossa e azzurra si tengono pronte. I seminaristi di Vigevano e Crema prendono il caffè dopopranzo fra piccioni svolazzanti. Fra i fedeli senior anche Paola Assoma, 86 anni, di Villastellone: «Padre Francesco è il mio mito. Non potevo mancare». Alle 15 Duomo è pieno, piazza Ducale anche, piazza Sant'Ambrogio ha pochi posti vuoti. Quasi 5mila persone, come previsto. Sono arrivati in tanti da Pavese e Lomellina. Da tutta la Lombardia, Piemonte (Novara e Torino, soprattutto), Genova e Riviera. Ma anche in centinaia da Roma, quartieri Bravetta e Magliana. «Una zona difficile, disagiata. Le Pianzoline da 30 anni aiutano la parrocchia di San Gregorio», spiega Giovanna Fusco, 75 anni e 34 da catechista. Pellegrini pure da Messina, in treno: «Viaggio massacrante, ma ne valeva la pena». Le suore hanno un centro al quartiere San Paolo, dice la capogruppo Rita Rizzo: «Si fanno amare, leggono nel cuore della gente. Hanno fatto molto per tanti, dove non è facile portare aiuto». Alle tre del pomeriggio le sedie rosse nelle due piazze sono una distesa di gente d' ogni età, davanti ai maxi-schermi. Alle 15.40 la processione di diaconi, seminaristi, parroci e vescovi chiusa dal cardinale Saraiva Martins esce dal vescovado, attraversando piazza Sant'Ambrogio per entrare in in Duomo. Inizia la messa: preghiere e silenzio attento mentre la postulatrice suor Tiziana racconta la storia di Francesco, bambino nato a Sartirana Lomellina nel 1881. Alle 16 passate da sette minuti, il cardinale - che rappresenta il Papa - lo proclama Beato. Si srotola il mega-ritratto di padre Pianzola giovane sacerdote nella foto primo Nocevento, appoggiato a un tavolo da giardino con la tovaglietta di pizzo, un 'enorme croce sul petto che arriva in vita. E lo sguardo quasi febbrile che guarda oltre, verso un futuro di grandi sfide. L'ordine pubblico garantito da polizia, carabinieri, finanza e vigili fila via liscio. L'ospedale da campo del 118 interviene su due lievi malori, una 78enne di Torino e un sacerdote portato via dal Duomo in barella. Si chiude alle sei di sera un'altra giornata di festa un anno e mezzo dopo la visita di Benedetto XVI.BR