Il Garlasco non vuole fermarsi nemmeno in Coppa Italia

b GARLASCO. /bProsegue il positivo avvio di stagione del Garlasco che mercoledi sera nell'anticipo dei sedicesimi di Coppa Italia ha battuto per 1-0 la Sovicese grazie a un calcio di rigore trasformato da Ghezzi. Un successo che permette ai lomellini di andarsi a giocare in trasferta tra due settimane l'accesso al turno successivo. «Un buon risultato anche se non sarà una passeggiata conquistare gli ottavi di finale - sottolinea il vicepresidente e direttore sportivo del Garlasco Francesco Santagostino - la Sovicese è un'ottima squadra e lo ha dimostrato in questi primi 90'». Garlasco che anche in campionato è partito con il piede giusto e occupa il primo posto in classifica insieme a Rozzano e Bareggio, con due vittorie e un pareggio. «Siamo soddisfatti di queste prime tre gare che rispettano il nostro programma societario - continua Santagostino - che era quello di lottare per le prime posizioni. Per ora la classifica è corta, ma con il passare delle giornate sono convinto che emergeranno i valori delle squadre più attrezzate e speriamo di poter rimanere li davanti. D'altronde con acquisti importanti come Giribaldi, già tre reti nelle prime giornate, e Rubini e un buon gruppo di ‘90 crediamo di aver rinforzare ulteriormente un gruppo già valido come dimostrano i risultati dello scorso anno. Ma siamo solamente al primo mese di campionato». Garlasco non è, però, solo Prima squadra ed è quello che la società lomellina vuol far emergere per i grandi sforzi economici e organizzativi che negli ultimi anni si sono fatti per far crescere il movimento calcistico giovanile. «Abbiamo complessivamente 150 giovani che compongono il nostro settore giovanile - sottolinea Francesco Santagostino - rispetto ad altre società dilettantistiche che privilegiano esclusivamente la Prima squadra, a Garlasco il presidente Daniele Ghigliestri, il sottoscrtitto e gli altri dirigenti hanno fortemente spinto per la crescita del vivaio. Uno sforzo importante per far crescere i nostri giovani e portarli avanti di categoria in categoria, oltre che offrire loro la possibilità di fare sport e anche a buon livello. Non è facile con numeri cosi organizzare l'attività del settore giovanile che ci impegna ogni giorno per garantire allenamenti e partite a tanti bambini e ragazzi».BR bEnrico Venni /b