BUFERA A VALENZA DOPO L'ARRESTO

b VOLPEDO./b Puntare sulla qualità, anche a scapito, se necessario, di una produzione su più larga scala. E' la filosofia di produzione cui si orienta l'intero operato della cooperativa Volpedofrutta, che consegue sempre maggiori apprezzamenti sul territorio e fuori zona, promuovendo un marchio che ormai da anni è sinonimo della migliore produzione sul mercato. Il recente successo della festa della mela e della pera svoltasi a Monleale ha solo confermato una tendenza ad impostare ogni iniziativa sull'incremento della qualità, come conferma Giampiero Chiapparoli, per anni presidente della cooperativa che riunisce i produttori delle valli tortonesi e dell'Oltrepo, attualmente responsabile del settore promozione e vendita: «Il nostro è un prodotto estremamente qualitativo, manifestazioni come l'ultima servono soprattutto a fornire visibilità e chiamare visitatori da fuori zona e il successo è ogni anno sempre crescente, grazie al richiamo degli eventi collaterali ma soprattutto grazie alla cura e alla qualità del nostro prodotto».BR Nella produzione si può definire il percorso direttamente dal produttore al consumatore: «Preferiamo produrre meno quantità per assicurare più qualità: ad esempio nella coltivazione delle pesche usiamo metodi che già dimezzano la quantità di frutti che ogni pianta può generare. Poi preferiamo lasciarli maturare sulla pianta, in modo che la qualità migliori ulteriormente. Certo, questo metodo impone una vendita immediata, ma non abbiamo quel tipo di problema, anzi, stiamo estendendo le aree coltivate proprio per non appesantire ulteriormente la produzione e per soddisfare la richiesta. Se noi utilizzassimo metodi diffusi ovunque, avremmo produzione per mesi e mesi, invece qui preferiamo bruciare tutto in pochi giorni. Anche sulle mele abbiamo agito allo steso modo: sia con le gala che con le stark potremmo andare avanti fino a marzo, ma nel giro di un mese esauriamo le scorte, perché preferiamo cogliere il prodotto una volta giunto a maturazione. Le nostre celle frigorifere sono quasi vuote». L'annata è stata difficile nella primavera: «Il maltempo di giugno ci ha cancellato la produzione di fragole, con le pesche e le albicocche è andata meglio, anche grazie al prezzo di mercato che è salito. Inoltre abbiamo riportato in auge la varietà di susine denominata Santa Clara, quasi dimenticata negli anni per dare spazio a specie più belle a vedersi ma molto meno qualitative: dal nulla siamo arrivati a produrne 7500 quintali».BR bStefano Brocchetti /b