Sentenza Cassazione Lecito rifiutare le cure

b ROMA. /bLa Cassazione torna sul diritto alla libertà di cura del paziente ribadendo - come già avvenuto nel caso di Eluana Englaro e in quello più recente relativo a un testimone di Geova - che, tramite il consenso informato, il malato può scegliere «tra le diverse possibilità di trattamento medico», compresa quella di «rifiutare la terapia e decidere consapevolmente di interromperla, in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale». Occasione di questa ennesima sottolineatura è un caso abbastanza leggero di colpa medica, quello di una dottoressa condannata per avere raddoppiato, senza un preventivo check-up, la dose di un farmaco dimagrante prescritto a una ragazzina obesa provocandole delle emicranie.BR Affrontando questa vicenda i giudici della Cassazione hanno trovato il modo, parlando del consenso informato, di ricordare che la relazione medico-malato deve essere improntata alla «libera disponibilità del bene salute da parte del paziente in possesso delle capacità intellettive e volitive, secondo una totale autonomia di scelte che può comportare il sacrificio del bene stesso della vita e che deve essere sempre rispettata dal sanitario».BR