La Ciba licenzia quindici dipendenti

bMORTARA. /bbQuindici dipendenti in esubero, per l'azienda chimica Ciba di Mortara, su una novantina di addetti. I sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil sono sul piede di guerra perché ritengono ingiustificato l'avvio della procedura di mobilità in un'azienda che va bene e che sta investendo parecchi milioni di euro a Mortara, creando posti di lavoro. «Non siamo riusciti a raggiungere un accordo con la Ciba durante l'incontro avvenuto all'Agenzia regionale del lavoro perché, secondo noi, non ci sono le condizioni per un accordo - afferma Gianni Ardemagni, segretario della Femca-Cisl - Noi abbiamo chiesto che i 15 esuberi potessero essere assorbiti nell'azienda stessa dove, oggi, è presente un numero di lavoratori a termine e in somministrazione superiore ai 15 esuberi».BR /b In primavera, sostiene Ardemagni, «sarà avviato un nuovo impianto della Ciba a Mortara, che è un'altra condizione per assorbire buona parte degli esuberi perché sono previste 10 assunzioni. Ma l'azienda risponde che non si può fare - aggiunge il sindacalista della Cisl - quindi noi non abbiamo firmato l'accordo». Cosa significa concretamente? «Che la Ciba può licenziare i lavoratori in esubero - afferma Ardemagni - ma in modo ingiustificato sta scaricando i costi sulla collettività, perché questo è un costo che pagherà l'Inps e che poteva essere evitato». Ieri pomeriggio, l'assemblea dei lavoratori ha deciso uno sciopero di 4 ore per ognuno dei tre turni di venerdi. «Coinvolgeremo l'Inps e l'Ispettorato del lavoro per evitare questa situazione» aggiunge Ardemagni. «Sullo stabilimento Ciba di Mortara - sottolinea Giorgio Mercuri, della Filcem-Cgil - è in atto un investimento di circa 10milioni di euro per una nuova linea produttiva. E' un investimento importantissimo, che consolida la capacità produttiva della Ciba a Mortara e la qualifica. Lo apprezziamo, però non si riesce a capire perché a fronte di un processo di crescita economica dell'azienda, allo stesso tempo si avvia una procedura di mobilità: è la prima volta che succede. Ci sarà una crescita occupazionale, non c'è una spiegazione a questi esuberi e io non so se l'Inps accetterà una mobilità con la presenza di 20 lavoratori a termine in mansioni analoghe». In provincia, afferma Mercuri, è il primo mancato accordo su una procedura di mobilità per i chimici.BR