Banche nel ciclone, affonda Unicredit

b MILANO. /bLunedi nero per le banche in Europa, dove l'indice di settore Stoxx ha lasciato sul campo un memorabile 7,75%. Male anche i servizi finanziari (-9,81%) e i titoli assicurativi (-7,71%), segno che la crisi dei mutui Usa ha ormai infettato anche l'Europa, corsa ai ripari con le prime nazionalizzazioni.BR Le vittime del contagio, dopo le svalutazioni della svizzera Ubs e la nazionalizzazione della britannica Bradford & Bingley, sono la belga Fortis e la tedesca Hypo Real Estate Holding, salvate entrambe dalla mano pubblica. La prima con l'intervento dei 3 governi del Benelux, che hanno messo sul piatto 11,2 miliardi di euro, mentre il gigante tedesco dei mutui ha potuto contare su un prestito da 35 miliardi di euro, garantito dallo Stato tedesco e da un gruppo di investitori privati. I due istituti sono stati protagonisti di un vero e proprio tracollo in Borsa, con un calo rispettivamente del 23,55% a 3,96 euro e del 73,91% a quota 3,52 euro sulle piazze di Amsterdam e Francoforte, mentre la Bce ha annunciato da Francoforte un prestito speciale da 120 miliardi di euro, per calmare la tensione sul settore nel Vecchio Contiente. Una situazione sfuggita di mano anche in Italia, dove Unicredit (-10,2% a 2,97 euro) e' crollata pagando la propria esposizione sul mercato tedesco. In Germania è andata peggio a Commerzbank (-24,01% a 10,95 euro) e a Deutsche Postbank (-23,88% a 26,94 euro), mentre Deutsche Bank ha perso poco meno (-7,74% a 50,65 euro).BR In tale contesto il titolo del gruppo guidato da Alessandro Profumo, sospeso più volte per eccesso di ribasso, è comunque rimasto relativamente al riparo dal ciclone, mettendo però a segno il maggior arretramento per una banca sul listino Milanese e portandosi sui minimi degli ultimi 10 anni. Unicredit, del resto, come hanno fatto notare diversi operatori «è la banca Italiana con la maggior esposizione all'estero ed in particolare in Germania» e oggi «ha prevalso la componente tedesca rispetto a quella italiana». Gli indici di liquidità di Unicredt, sia di breve sia di medio termine, «sono di gran lunga sopra i limiti approvati dal Cda, quando non fissati dalle Authority nei paesi in cui operiamo». Cosi recita una lettera inviata ai dipendenti dagli uffici dell'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, e resa nota da Reuters.BR Sotto pressione anche Ubs a Zurigo (-13,57% a 18,15 euro), a due giorni dall'assemblea, ed Rbs a Londra (-12,98% a 1,81 sterline). Secondo un analista di Commerzbank «la situazione è sempre più incerta e il mercato reagisce in modo irrazionale, vendendo tutto senza riflettere troppo».BR