Poliziotti morti, 26enne si costituisce «Ero senza patente e sotto cocaina»
bNAPOLI. /bb«E' stata una tragica fatalità quello che è successo con la morte dei due agenti. Ero senza patente, senza assicurazione e avevo sniffato cocaina». Sebastiano Maglione, 26 anni, ha provato a difendersi cosi dopo essersi costituito ai carabinieri.BR /b E' lui il conducente della Fiat Panda che venerdi ha forzato un posto di blocco in provincia di Caserta provocando un inseguimento concluso con un incidente e la morte dei due agenti di polizia Francesco Alighieri e Gabriele Rossi (foto). Gli investigatori non gli hanno creduto e lo hanno arrestato dopo un lungo interrogatorio, iniziato nella caserma dei carabinieri di Giugliano (Napoli) e proseguito negli uffici della Squadra mobile di Caserta. Il pm della procura di S.M. Capua Vetere Maurizio Giordano lo accusa di omicidio colposo plurimo e di resistenza a pubblico ufficiale.BR Maglione avrebbe compiuto «una inversione ad U cercando di sfuggire ai poliziotti ma senza alcun intento di provocare quello che poi è accaduto» sono state le parole del suo legale. E all'alt della polizia era sfuggito «perchè era senza patente e sotto l'effetto della cocaina». Il giovane, che ha un unico precedente per contrabbando di sigarette, ha spiegato di non aver mai conseguito la patente anche se usava spesso quella Panda che gli veniva prestata da un amico pregiudicato. L'auto è risultata priva di assicurazione e la proprietà era stata ceduta da una signora, che sembrava inizialmente la proprietaria, proprio la sera prima dell'incidente.BR A interrogare il giovane è stato anche il pubblico ministero della Dda Ardituro per accertare eventuali collegamenti tra il ragazzo e la camorra. Maglione è il cugino del quindicenne, suo omonimo, ucciso il 10 marzo 2005 a Mugnano, in seguito ad una lite.BR Ed è imparentato con un esponente di un clan di Villaricca in provincia di Napoli. La sua Panda è stata inseguita dalla volante della polizia sulla strada Nola-Villa Literno, all'altezza di Casapesenna, Comune ritenuto uno dei covi dei latitanti del clan dei Casalesi. Infine ieri a Caserta per le due vittime è stata allestita la camera ardente, chiusa però al pubblico e ai giornalisti. (f.fa.)BR