Pisa, uccide i figli e si dà fuoco assieme a loro

b NON sopportava l'idea che la sua storia d'amore fosse finita. Questa la scintilla che venerdi sera a Pisa avrebbe scatenato la follia omicida di un ex fantino di 39 anni: ha ucciso a martellate i due figli di 3 e 7 anni, avuti dalla compagna da cui si era appena separato, per poi cospargerne i corpi di benzina e darsi fuoco insieme a loro in riva all'Arno. Poco prima la telefonata alla sorella: «La faccio finita». Sotto choc e sconvolta dal dolore, la mamma dei bimbi continua a ripetere: «Me li ha uccisi tutti e due». «I bimbi sono già andati, ora vado anche io» sono state le ultime parole di Simone Parola.BR /b Un ex fantino che ora lavorava come maniscalco e abitava a San Prospero di Cascina in provincia di Pisa, alla sorella Simona. «Lo aspettavamo a cena - ha raccontato il cugino Matteo Bacci - Non vedendolo arrivare, la sorella lo ha chiamato sul cellulare. Ha risposto che non sarebbe venuto perchè aveva deciso di farla finita».BR Erano circa le 21 di venerdi quando è scattato l'allarme, ma ormai era già tardi. Simone aveva portato in auto i figli, Rachele di 7 anni e Tommaso di 3, in una piccola strada sugli argini dell'Arno appena fuori dal quartiere periferico Cep e qui li aveva uccisi con un martello. Dopo la telefonata, ha cosparso i piccoli corpi di benzina e gli ha dato fuoco gettandosi poi tra le fiamme per morire assieme a loro. «Quando sono arrivato nel luogo dove Simone aveva detto che si stava uccidendo - ha raccontato ancora il cugino - ho trovato fiamme basse e i corpi carbonizzati. Lui era accanto ai figli». All'arrivo delle forze dell'ordine, i tre corpi giacevano poco distanti dall'auto, una Daewoo Matiz sul cui sedile posteriore sono state rinvenute tracce di sangue. Sul prato è stato recuperato il martello anch'esso sporco di sangue. «I corpicini sono stati trovati uno vicino all'altro lungo l'argine - ha spiegato il procuratore di Pisa Antonio Di Bugno - non avrebbero avuto modo di fuggire all'ira del padre».BR Le indagini ora puntano ad appurare le motivazioni del massacro, ma tra gli investigatori starebbe sempre più prendendo piede l'idea che siano da cercare nella recente separazione dalla compagna Sara Palla, 30 anni, madre dei due bambini. Molto noto nell'ambiente dell'ippodromo di San Rossore dove aveva corso come fantino per una decina d'anni partecipando anche ad alcuni palii importanti, Parola aveva alle spalle un primo matrimonio fallito (da cui era nata una figlia ora dodicenne) e da un paio di settimane aveva visto finire anche questa seconda relazione. «C'erano probabilmente dissidi tra i due - ha spiegato il procuratore - ma niente per la donna faceva pensare a un epilogo di questo genere, tanto che tra i due c'era già un accordo su come tenere i figli». Gli amici sono però convinti che non sopportava l'idea di perdere la compagna: «Il suo più grande cruccio - hanno raccontato - era la fine del secondo amore. Ci aveva rivelato la volontà di uccidersi, ma non di voler far male ai figli che adorava». Sotto choc, Sara ieri ha avuto solo la forza di ripetere ai poliziotti: «Me li ha uccisi tutti e due». Ora si attende solo l'autopsia, fissata per martedi, per chiarire se i bambini fossero già morti quando è stato appiccato il fuoco.BR Una tragedia che ha subito visto l'Associazione Matrimonialisti Italiani lanciare l'allarme: «Le stragi in famiglia sono la prima piaga nazionale e annualmente producono più vittime di malavita e terrorismo messi insieme».BR