Sudafrica, l'Anc sfiducia Mbeki
b NAIROBI. /bbSquassante crisi politica nella giovane, appena 14 anni, democrazia sudafricana. L'African nazional congress, Anc partito che rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione, ha sfiduciato il presidente della Repubblica, in carica dal 1999, Thabo Mbeki, 66 anni, l'erede di Nelson Mandela. Mbeki ha preso atto della decisione, annunciando le dimissioni non appena espletate le procedure costituzionali: questione di giorni. Paga l'impopolarità crescente, e - soprattutto - il forte sospetto di aver tentato di condizionare la giustizia mirando a bloccare la scontata elezione nelle prossime presidenziali del suo arcirivale Jacob Zuma, presidente dell'Anc, accusato di corruzione.BR /b La corte che doveva giudicarlo nei giorni scorsi lo ha prosciolto per vizio di forma, dichiarando inoltre - ed è stata la campana a morte per la presidenza Mbeki - che la politica aveva tentato di condizionare l'azione giudiziaria.BR In tempi brevi sarà nominato un presidente ad interim, quasi certamente Mbeleta Mbete, uomo di Zuma; mentre - salvo colpi di scena - il governo nella sua sostanziale interezza resterà in carica, in particolare l'apprezzato ministro delle Finanze Trevor Manuel, una garanzia per i mercati internazionali. Il mandato di Mbeki (il secondo e quindi non più costituzionalmente rinnovabile) si sarebbe dovuto concludere il prossimo aprile e per maggio erano previste le elezioni politiche, che ora probabilmente verranno anticipate. Sarà poi il Parlamento ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, secondo ogni evidenza Zuma, leader dell'Anc.BR Mbeki e Zuma sono completamente diversi. Il primo è freddo, poco comunicativo, amato solo dalle classi medio-alte (e rassicurante per la finanza internazionale: ha consentito una importante crescita economica del Paese). Ha però scarsissimo seguito popolare.BR Zuma, 66 anni, grande e grosso, popolare e populista, della fiera etnia zulu, amatissimo, con enorme seguito soprattutto fra le masse diseredate, oltre che l'appoggio pieno della sinistra del partito (ma non solo: in molti non ne potevano più di Mbeki) e dei sindacati.BR