«Potrebbe essere un raid terrorista»
bNAPOLI. /bAmmazzati solo perché davano fastidio. Per il coordinatore dell'Antimafia di Napoli Franco Roberti è il movente inquietante che potrebbe spiegare la strage di Castelvolturno. Le ipotesi investigative sono due.BR «Quella del raid terroristico dimostrativo è allarmante, compiuto allo scopo di cacciare quella gente perché la loro semplice presenza dà fastidio. L'altra ipotesi è che gli immigrati non abbiamo accettato imposizioni di tangenti o eventuali aumenti per esercitare sul territorio le loro piccole attività illecite».BR bRoberti, chi legge la guerriglia del giorno dopo come una sfida alla camorra si sbaglia?/bBR «Questi sono disperati. E' vero che hanno bloccato la strada, provocato danni ma non mi sembra una gran cosa. E' povera gente. Certo molti di loro sono dediti a attività illecite come la prostituzione e la droga e questo, è una ipotesi investigativa, li ha esposti come obiettivo del raid. Ma non hanno forza militare, contano poco».BR bInsomma non è la mafia nigeriana?/bBR «Attenzione, i nigeriani sono un'altra cosa: pericolosi e potenti a livello dei colombiani, trattano alla pari dei Casalesi e si fanno rispettare. I nigeriani non sono toccati e hanno la roccaforte a Mondragone. Quelli che sono stati colpiti a Castelvolturno sono del Togo, Liberia, Ghana, mi dicono un'unica etnia e sono trattati come carne da macello, dai camorristi e dalla società civile, dagli sfruttatori dei campi, da tutti».BR bCosa sta accadendo dentro il più temuto clan camorristico, i Casalesi?/bBR «Bisogna distinguere questo gruppo di fuoco ex bidognettiano che sta usando la violenza terroristica e stragista per affermare la propri signoria sul territorio, anche in autonomia se non in contrapposizione i clan storici dei latitanti Iovine e Zagaria. Si dice che a loro due farebbe comodo questo fragore delle armi attivato dal gruppo Setola, ridurrebbe la pressione sulla loro latitanza, non lo escludo ma è una comodità di breve durata perché sta attirando l'attenzione dello Stato».BR bIn provincia di Caserta, da Casal di Principe al litorale domitio, la mafia casalese controlla tutto: è stato fatto poco per liberare quel territorio/bBR «Guardi, dalla strage di Pescopagano (nel 1990 un commando di dieci persone fece sei morti in un bar, ndr) sappiamo che razza di efferatezza mostra questa camorra ma qua le forze dell'ordine sono esigue e la lotta alla camorra casertana non è stata mai una priorità dell'azione di governo, il problema è quello. Il controllo del territorio cosi non dice niente. Bisogna parlare di controllo investigativo che è complementare al primo, se non ci sono limitazioni di spesa e di personale. Occorre presidiare le arterie come la Domitiana 24 ore su 24 con turni serrati, i crocevia, le strade, anche con le forze armate».BR bDice si ai militari?/bBR «Ai militari equipaggiati, alle forze speciali di polizia, dico si solo a quelli. Perché questi, i Casalesi, sparano anche contro i militari».BR bAcciufferete gli esecutori della strage?/bBR «Sono sicuro che se il governo ci da una mano li prendiamo». (f.f.)BR