«E' l'ora del federalismo fiscale»
bVENEZIA./bb E' venuto il momento di attuare il federalismo fiscale, dice Giorgio Napolitano a un convegno a Palazzo Ducale sul futuro della Costituzione. Le posizioni sono ancora distanti ma, aggiunge il capo dello Stato, non sono inconciliabili. E' possibile giungere a soluzioni «largamente condivise» se si procederà con accortezza e reciproca attenzione, «senza nervosismi e forzature».BR /b E senza mettere in discussione l'unità nazionale e la solidarietà fra regioni. E' un discorso di ampio respiro quello che il presidente ha fatto ieri in visita nel capoluogo del Veneto che scalpita per attuare il federalismo e per disporre di una quota maggiore delle risorse che produce sul territorio. E' un discorso rispettoso di queste esigenze, ma anche un richiamo a vincoli non superabili. La Carta del '48, dice il presidente della Repubblica, «non è un'icona» del passato a cui rendere retorici omaggi «a fior di labbra», «è qualcosa di vivo e ha un futuro». E' un punto fermo a cui dobbiamo ancorarci di fronte a «un pericolo di disorientamento della comunità nazionale per l'indebolirsi della sua coesione e del suo tessuto civile».BR Quella Carta fu scritta con lungimiranza, conteneva in nuce già il principio di una ampia articolazione autonomistica che oggi può essere interpretata con il federalismo. Ma è chiaro che essa sancisce «l'unità e indivisibilità della Repubblica come valore storico e principio regolatore fondamentale di certo non negoziabile». Napolitano respinge anche le critiche che sono state rivolte ai privilegi delle cinque regioni a Statuto Speciale. L'Italia, ricorda era stata tagliata in due e c'erano «insidie separatiste e delicati contenziosi internazionali», perciò quegli statuti furono approvati per rafforzare l'unitarietà, anche se poi lo abbiamo dimenticato. Quella carta sancisce anche il dovere della solidarietà, di colmare il divario fra Nord e Sud, e richiede di «combattere chiusure ed egoismi nelle regioni più sviluppate». A loro volta, però, le Regioni del Mezzogiorno non possono chiedere sconti rispetto al dovere e alla responsabilità di fare un uso economico corretto delle risorse pubbliche. La Costituzione non è perfetta, aggiunge Napolitano, e non è intoccabile, e infatti ha avuto 38 modifiche. Ma sarebbe «velleitario e dannoso» puntare a una sua riforma globale.BR «Un plauso, ed una assoluta condivisione, al Presidente Napolitano per le sue parole», ha detto il ministro per la Semplifcazione, Roberto Calderoli. Sarà probabilmente approvato dal consiglio dei ministri nei primi giorni di ottobre il testo definitivo, con gli emendamenti cioè di regioni ed enti locali che il governo vorrà inserire, della riforma Calderoli che introdurrà il federalismo fiscale.BR