Spacciavano a Voghera droga comprata in Spagna Arriva una dura condanna
b VOGHERA./bb Super condanne per il «giro» di droga. Il tribunale di Milano ha inflitto numerosi anni di carcere alle due persone che rifornivano di stupefacenti la zona di Voghera e il Tortonese, finite nel mirino della polizia di Voghera con l'operazione «Viva Vida 1 e 2». Francesco Rocco Pagnotta, 51 anni, di Seregno, è stato condannato a 15 anni di reclusione e a 200mila euro di multa. Carmine Simina, 57 anni, di Verano Brianza (Milano) è stato condannato a 9 anni e a 40 mila euro di multa.BR /b Pagnotta è stato rinchiuso nel carcere di Monza, mentre Simina si trova invece a San Vittore. I due milanesi sono stati processati da soli, con un procedimento stralciato, ma l'inchiesta che li ha portati in carcere è stata un'operazione da grandi numeri. Gli agenti della squadra mobile di Pavia e quelli del commissariato di Voghera, con due anni di indagini supertecnologiche, avevano smantellato un narcotraffico di grandi dimensioni sull'asse Tortona - Voghera - Milano. L'operazione «Viva Vida» (dal nome di un locale di Pontecurone la cui proprietà era riconducibile a Pagnotta, anche se ufficialmente intestato ad un'altra società) si era svolta in due tranche e aveva portato a stroncare un traffico di stupefacenti attivo dal 2005 al 2007. Al termine c'erano stati 36 arrestati (di cui 10 in flagranza di reato) con oltre cento indagati a vario titolo. Erano stati sequestrati in vari momenti più di tre chilogrammi di stupefacenti (tra cocaina, eroina e hashish) con oltre 300 mila euro in contanti (probabile provento di spaccio). La polizia di Voghera era giunta sulle tracce di Pagnotta dopo l'arresto per spaccio del vogherese Claudio Meisina. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ricostruendo gli spostamenti dell'arrestato la polizia aveva scoperto che il grossista che riforniva il mercato vogherese tramite Meisina era proprio Pagnotta, finito a sua volta nel mirino. Con tecnologie all'avanguardia (erano stati piazzati anche dei rilevatori di posizione satellitari sulle auto dei sospettati) la polizia aveva scoperto che Pagnotta si occupava di importare la droga dalla Spagna, mentre Simina teneva i contatti con i pusher locali. (p.fiz.)BR