Veltroni: governo di dilettanti

bROMA. /bLo stallo nella trattativa per Alitalia avvicina la resa dei conti anche a livello politico. Il «miracolo» s'è tramutato in dramma, Berlusconi e Tremonti finiscono sul banco degli imputati e l'opposizione va all'attacco. Pd, Udc, Italia dei valori e sinistra per una volta sono infatti d'accordo nell'accusare d'irresponsabilità Cavaliere e governo. «Nella migliore delle ipotesi - assicura Pier Ferdinando Casini - avremo una brutta soluzione».BR «Si è andati allo sbando in modo dilettantesco - accusa Walter Veltroni - e questo è l'effetto». Il segretario del Pd torna a sottolineare come il problema Alitalia era «un problema risolto» fino a quando Berlusconi in campagna elettorale ha detto che Alitalia «doveva essere venduta a qualcuno che non fosse Air France». Poi si «è inventata» una soluzione evidentemente difficile da realizzare, «si sono accollati i debiti ai cittadini di questo Paese, si è fatta una nuova norma sul commissariamento, si è sospesa la legge antitrust». Tutto inutile. E questa volta, sostiene Veltroni, i sindacati che prima avevano sbagliato, «hanno ragione a difendere i lavoratori che prendono 1300 euro al mese e ai quali si propone di ridurre del 25 per cento lo stipendio, oltre a migliaia di esuberi».BR Il segretario del Pd si augura comunque che «si tenga aperto il quadro, che si veda se ci sono altri gruppi interessati». Perché l'importante, sottolinea, è che si trovi una soluzione, che si salvi Alitalia e si eviti di utilizzare la vicenda per motivi elettorali «come ha fatto il governo». Anche Di Pietro si dice certo che «se la trattativa dovesse fallire ci saranno altri acquirenti pronti ad intervenire».BR Per il leader dell'Italia dei valori il presunto salvataggio di Alitalia «altro non è che l'ennesima speculazione finanziaria alle spalle del contribuente». D'accordo con lui è Bruno Tabacci (Udc): «La cosiddetta difesa dell'italianità di Alitalia è stata una truffa ai danni dei contribuenti». Gli italiani dovranno infatti accollarsi tutti i debiti, mentre Air France, ricorda, «si sarebbe presa anche i debiti della compagnia». Ora invece, aggiunge ancora Tabacci, «il governo ha fatto il lavoro sporco e i cosiddetti ‘capitani coraggiosi' avranno dei capital gain clamorosi».BR Quando Berlusconi arrivò al governo nel 2001, sottolinea invece Pierluigi Bersani, un'azione Alitalia valeva 10 euro. Quando sono andati via, nel 2006, valeva un euro. A quel punto era difficile venderla, ma alla fine il governo di centrosinistra una soluzione l'aveva trovata. «Per ragioni di cinismo propagandistico ed elettorale - accusa però - la coppia Berlusconi-Tremonti ci ha messo in un guaio enorme». Bene che vada, sostiene infatti Casini, dopo i sacrifici dei lavoratori avremo non una compagnia di bandiera, ma una piccola compagnia regionale che farà da «agente commerciale» per altri.(a.p.)BR