Azouz torna in carcere ai Piccolini
bVIGEVANO. /bIl giudice gli ha revocato gli arresti domiciliari e cosi Azouz Marzouk è ritornato nel carcere di Vigevano, alla frazione Piccolini. Il tunisino accusato di spaccio di sostanze stupefacenti, cui vennero uccisi moglie, figlio e suocera, oltre a una vicina di casa, nella strage di Erba, ospitava nella casa a Lecco in cui era agli arresti domiciliari un cugino clandestino. La scoperta era stata fatta nell'ambito dei controlli disposti per il rispetto della normativa inerente gli arresti domiciliari, lo scorso mese di agosto. Su richiesta del pubblico ministero, l'autorità giudiziaria di Como ha cosi disposto la revoca del beneficio e il ritorno in carcere. Ieri a Lecco i carabinieri del locale comando hanno raggiunto l'abitazione dell'indagato e lo hanno preso in consegna per trasferirlo nel penitenziario dei Piccolini dove era stato già detenuto. Lo scorso 29 agosto gli stessi carabinieri di Lecco avevano denunciato Marzouk per evasione dagli arresti domiciliari. Il tunisino, da marzo ai domiciliari su autorizzazione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como, con permesso di assentarsi dalle 10.30 alle 11.30, era stato controllato il 29 agosto alle 11.35 da una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Lecco che non lo aveva trovato. Marzouk era rientrato alle 11.40 e per questo motivo era stato denunciato alla Procura della Repubblica di Lecco, rimanendo fino ad oggi nello stesso appartamento.BR Azouz Marzouk aveva lasciato il carcere il 18 marzo scorso. Il giudice gli aveva concesso gli arresti domiciliari nel corso di un'inchiesta per spaccio di sostanze stupefacenti. Il tunisino era salto alla ribalta della cronaca perchè era il marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef massacrati nella loro abitazione di Erba l'undici dicembre del 2006 insieme alla madre di lei e a una vicina di casa. Del terribile omicidio sono sempre accusati i vicini Olindo Romano e la moglie Rosa. Il giorno del delitto Azouz era rientrato a casa sua in Tunisia. I carabinieri all'inizio dell'inchiesta avevano anche sospettato di lui ma, alla fine, era stato chiarito che con la strage non c'entrava nulla. Successivamente era stato coinvolto in una vicenda di traffico di sostanze stupefacenti che lo aveva portato in carcere. (a. a.)BR