Arte fra le risaie nell'azienda Cerino
b SEMIANA./bb Nel portone d'ingresso una Madonna sorridente abbraccia amorevolmente la cascina Cerino. Il dipinto di Annibale Ticinese, celebre pittore originario di Semiana, accoglie i visitatori che varcano la soglia di questa ottocentesca cascina a corte chiusa, già di proprietà dei marchesi Della Valle di Pomaro Monferrato e, negli anni Venti del secolo scorso, del conte Cesare Carminati di Brambilla, singolare e controversa figura di agricoltore che segnò la storia della Lomellina. La cascina Cerino è immersa nelle risaie, oggi coltivate da Paolo Carnevale Miacca, titolare della tenuta con la sorella Maria Grazia.BR /b La famiglia Carnevale Miacca è arrivata a Semiana nel 1970: il padre di Paolo, Marcello, acquistò la proprietà che allora comprendeva anche cascina Notizia, a Mede, e il Casottone di Velezzo Lomellina. Qui i Carnevale Miacca iniziano a coltivare riso di varietà Selenio: un'intera spianata di 2.300 pertiche che in primavera sono interamente allagate. Il Selenio è un riso tondo comune, di tipo japonica, con chicchi piccoli e rotondi: è il frutto dell'incrocio tra le varietà Balilla e Glutinoso. Ed è il cereale che lega le varie fasi della storia di questa grande tenuta situata a lato della provinciale fra Semiana e Lomello, cui si accede attraverso un lungo viale albertato. Coltivavano riso anche i braccianti e i salariati alle dipendenze del conte Carminati Brambilla, comparso in Lomellina nel bel mezzo della riscossa agraria del primo dopoguerra e acerrimo avversario, politico e personale, del ras fascista Cesare Forni. Proveniente da Castellanza, il conte era giunto a Semiana tra la fine del 1920 e i primi mesi del 1921, dopo aver acquistato dal mortarese Carlo Pagani la cascina Cerino, una vasta tenuta che allora contava quasi 4mila pertiche. Nato a Milano nel 1888, Carminati apparteneva a un'antica famiglia originaria della Val Brembilla, nel Bergamasco, ascritta al patriziato milanese nel XVIII secolo. «Di bell'aspetto, alto, dinoccolato, ricco, non si era mai occupato, sino allora, dell'amministrazione dei suoi beni - ricorda Pierangelo Lombardi nel suo libro 'Il ras e il dissidente" -. Era stato ufficiale di cavalleria durante la guerra, dopo aver passato gli anni giovanili nelle più eleganti stazioni di villeggiatura. Poco più che trentenne il conte aveva deciso di mettersi a fare l'agricoltore, volendo realizzare il suo 'fosco sogno" di moderno feudatario nel bel mezzo della rossa Lomellina». Al suo fianco c'era Giulia Mattavelli, con cui conviveva nel castello di Semiana. Di quelle vicende c'è ancora oggi un'eco molto forte in paese. E Cerino era la cascina più importante di Semiana, dove oggi Paolo Carnevale Miacca gestisce la sua attività imprenditoriale con un occhio all'arte. Lo stesso risicoltore ha battezzato i suoi pezzi 'post agricoli", dando cosi il nome a una corrente artistica che potrebbe trovare proseliti in altre zone. Alcuni attrezzi rurali sono stati riadattati per fungere da soprammobili: per esempio, un erpice a disco è stato trasformato in vassoio, mentre i denti retrattili della mietitrebbia ornano una composizione in metallo. E poi c'è la vecchia stalla, rimodernata e trasformata in salone in cui sono stati collocati, fra le altre cose, un tavolo da biliardo e un flipper. Una passione che Carnevale Miacca ha ereditato dalla madre, Isabella Guardamagna, che ha ridipinto gli affreschi religiosi di Ticinese che abbelliscono il portone d'ingresso e un muro interno.BR bUmberto De Agostino /b