S. Dionigi restaurata

bVIGEVANO. /bbDopo circa due anni di duro lavoro, di chilometri di cavi, di tubi di ferro, dentro e fuori, per sostenerla e per permettere i lavori, la chiesa di San Dionigi torna al suo vecchio splendore. Proprio qualche giorno fa, infatti, sono state smontate e tolte le impalcature che l'hanno nascosta e circondata per cosi tanto tempo. Rimane aperto il canitere, ma la fine dei lavori è pressoché annunciata. Lo dice l'architetto Vittorio Sacchi, dell'ufficio beni culturali della Diocesi di Vigevano: «Mancano soltanto dei piccoli ritocchi, che saranno terminati entro fine anno».BR /b Un progetto importante, quello della ristrutturazione della chiesa, che si affaccia sulla piazzetta tra il corso Vittorio Emanuele e la piazza Ducale. Iniziati nel maggio del 2006, quando sono state sistemate le prime impalcature per mettere in sicurezza l'edificio sacro, che appartiene alla parrocchia di San Francesco. «In questi anni - spiega l'architetto Sacchi - è stato fatto un complesso lavoro di restauro conservativo completo, che ha riguardato anche il recupero e la pulizia degli affreschi». Un intervento su più fronti, quindi, firmato da tre progettisti diversi: gli ingegneri Giovanni Pianca e Giovanni Pasini, e, per l'ufficio beni culturali, da Vittorio Sacchi. Un lavoro importante, per questa chiesa molto antica, la seconda più importante di Vigevano, dopo il Duomo. «Compare per la prima volta in un atto notarile del 1316. Si hanno notizie di lavori di ampliamento che risalgono al 1500, mentre l'immagine che ne abbiamo ora è risalente al 1700. Presenta, al suo interno, diversi stili architettonici; quello predominante è però il neoclassico del diciottesimo secolo. E' una chiesa molto ampia, con pareti di 20 e 40 metri all'incirca. A navata unica, con padiglione ed abside». Ponteggi interni ed esterni, la grande gru a braccio che serviva per l'esecuzione dei lavori alla cupola ed al campanile, inserimento nelle murature di barre di acciaio ad alta resistenza, per resistere a pressioni e spinte degli archi, sistemazione del campanile, delle coperture, della cupola. Sono solo una parte dei lavori eseguiti in questi due anni. E che proprio in questi giorni, hanno restituito al luogo di culto il suo antico splendore. «I lavori si possono considerare finiti - dice ancora l'architetto Sacchi - entro l'anno verranno effettuati anche gli ultimi ritocchi». I lavori, il cui costo si aggira intorno al milione e 200mila euro (provenienti da diversi enti, fondazioni, banche del territorio, nonché da Regione e Cei), hanno riguardato il recupero e la pulizia degli affreschi. «Sono del pittore Giovan Battista Garberini. Risalgono al 1890».BR bIlaria Cavalletto /b