Cartiera, ecco il piano per il salvataggio

bVOGHERA./bb Un investimento da 150 milioni di euro per raddoppiare nel giro di 5 anni gli impianti di Torremenapace e portare i lavoratori dagli attuali 36 ad un totale di 150 addetti. E poi un termovalorizzatore da 15 megawatt che brucerebbe in primo luogo gli scarti di produzione dell'impianto vogherese e, se necessario, quelli degli altri impiati del gruppo. Nient'altro: e con in più la garanzia (scritta) che l'inceneritore si farà con l'impegno dell'azienda a raddoppiare gli impianti produttivi. Sono questi i numeri del piano di salvataggio della cartiera di Voghera che ieri mattina la Pro-gest ha presentato al Comune. Non viene congelata, comunque, la procedura di mobilità che continua a pesare sulla testa di tutti i 36 lavoratori della cartiera.BR /b Due ore di faccia a faccia serrato con il dirigente dello sportello unico delle attività produttive Osvaldo Ravetta: due nel corso delle quali la Pro-Gest, per bocca del responsabile dell'impianto di Voghera Giancarlo Giacomin, ha presentato al Comune le intenzioni dell'azienda. In Comune non è rimasto un progetto formale come l'amministrazione chiedeva dopo il colpo di teatro della lettera presentata dal patron della Pro-Gest Bruno Zago che per due anni è rimasta in un cassetto, ma il gioco è ormai a carte scoperte. A partire dal fatto che il gruppo trevigiano ha già esaminato con attenzione il piano regolatore di Voghera. Piano che consentirebbe alla Pro-Gest di costruire il termovalorizzatore in fregio alla strada per Silvano, accanto ala cartiera che dovrebbe essere raddoppiata per ospitare un nuovo macchinario in grado di produrre bobine di carta da cinque metri al posto delle attuali appena superiori ai due metri. Il Prg, infatti, già classifica le aree circostanti alla cartiera come industriali ed edificabili. «Quello che proponiamo sarebbe un impianto all'avanguardia a livello europeo - aveva tagliato corto il patron del gruppo Bruno Zago nell'incontro con sindacati e amministrazione in Comune -. L'unica speranza di essere competitivi sul mercato, l'unica speranza di mantenere attivo il sito di Voghera». L'unica speranza, in altre parole, di evitare i 36 licenziamenti che la Pro-gest in ogni caso non ha ancora congelato. Il problema è che un impianto del genere, sempre per essere competitivo, avrebbe bisogno di energia a basso costo: ad un prezzo che solo l'autoproduzione potrebbe garantire come in qualche modo aveva certificato anche il direttore dell'Unione industriali Carlo Maffoni. Ecco perchè tutto il piano di salvataggio (anzi, di raddoppio) della cartiera è legato al via libera alla costruzione di un termovalorizzatore. Un impianto che il portavoce del gruppo Pro-Gest, Guido Lorenzon, presenta cosi: «I piani aziendali prevedono un termovalorizzatore da 15 megawatt che sarebbe alimentato unicamente con gli scarti di produzione della cartiera. Carta, quindi, niente rifiuti o combustibili fossili. Carta proveniente da Voghera e, in caso di necessità, dalle altre cartiere del gruppo». Energia elettrica prodotta bruciando carta ma, va detto anche questo, energia elettrica prodotta evitando di smaltire in discarica rifiuti che comunque avrebbero un costo non indifferente. Comunque: «Il termovalorizzatore che Pro-gest ha intenzione di realizzare non sarebbe un impianto fine a se stesso - aggiunge Lorenzon -. Tant'è vero che il progetto sarebbe condizionato ad un impegno formale a raddoppiare la cartiera portando gli occupati a 150 addetti».BR E l'amministrazione che dice? Per il momento prevale la prudenza, tanto più che un inceneritore (eventuale) dovrebbe essere sottoposto ad una autorizzazione provinciale, il cosiddetto 'Via".BR «Continuiamo ad aspettare un progetto formalizzato - spiegano a palazzo Gounela -. Un piano nero su bianco con parecchi numeri. E solo sulla base dei numeri prenderemo una decisione».BR