Mercato, la crisi nera

b ROMA./b «Rivedere, senza ulteriori perdite di tempo, la politica fiscale con l'eliminazione del bollo auto e la riduzione delle accise sui carburanti»: è la richiesta a gran voce dall'Unrae dopo il crollo del mercato ad agosto che - precisa in una nota l'associazione che riunisce gli importatori di auto estere in Italia - è «il più basso in termini di nuove targhe» dal 1996 quando le immatricolazioni furono 73.320.BR Per gli ordini, invece, crollati il mese scorso del 25% (dai 106.180 di agosto 2007 a circa 80.000) e «per trovare un agosto più basso bisogna risalire al 1998 (75.290 ordini), anno di inizio della rilevazione». Anche la raccolta ordini dei primi 8 mesi (circa 1.400.000 unità a -18%) conferma un trend che risale ormai all'inizio del 2008. E a poco serve anche misurarsi con i risultati del 2006, quando il mercato non era ancora influenzato dagli incentivi alla rottamazione, visto che nell'agosto 2006 furono immatricolate 97.153 nuove auto, con una raccolta ordini di 100.982 unità».BR A questo punto, afferma il presidente dell'Unrae Salvatore Pistola, «è urgente agire sulla leva fiscale, attuando subito quelle misure che lo stesso Presidente del Consiglio ha più volte dichiarato di volere attuare, a cominciare dall'abolizione della tassa di proprietà, più nota come bollo auto. Va rivista poi la fiscalità dei carburanti: con i prezzi del greggio a questi livelli è impensabile mantenere le stesse accise di quando il barile costava meno di 30 dollari!. Partire dall'automobile per rilanciare consumi, turismo e Pil potrebbe rappresentare un fattore-chiave per avviare una inversione di tendenza dei principali indicatori economici che oggi sono al ribasso».BR Il diesel continua a far registrare una contrazione, passando in agosto da una quota del 57,6% nel 2007 all'attuale 48,25%, mentre nel cumulato si attesta al 51,8% del gennaio-agosto 2008 rispetto al 55,6% di un anno fa. Prosegue, invece, la crescita delle alimentazioni a minimo impatto ambientale (gpl, metano, ibride, ecc.) che nei primi 7 mesi hanno evidenziato una quota di mercato del 6,1% (3,4% in gennaio-luglio 2007). L'unico segmento in crescita costante è quello delle piccole city car con una quota del 22,34% in agosto e del 19,94% nei primi 8 mesi (l'anno scorso aveva rappresentato il 18,2% in agosto e il 16,6% nel gennaio-agosto).BR Di toni meno drammatici le considerazioni sulla crisi del mercato da parte dell'Anfia («il segno negativo in agosto è in linea con le previsioni per questo mese che, essendo tradizionalmente dedicato alle ferie estive, vede una scarsa propensione all'acquisto di nuove autovetture») e del Centro Studi Promotor (Csp), che rileva anche come il 2008 soffra innanzitutto il confronto con l'anno record 2007. Riferendosi alla situazione più normale del 2006, prosegue Csp, il calo delle immatricolazioni appare molto più contenuto, riducendosi nel consuntivo dei primi otto mesi al 5,38% rispetto al 12,04% del confronto sul 2007: «Le attuali difficoltà - aggiunge il Centro Studi - si sono aperte dopo un periodo eccezionalmente lungo (ben undici anni) di vendite su livelli elevati. La crisi è comunque tangibile e la serietà del quadro emerge chiaramente anche dai dati sugli ordini. In ogni caso, secondo Csp, il quadro attuale non apre scenari catastrofici: «Dalla crisi attuale si uscirà a tempo debito e cioè quando l'andamento dell'economia consentirà una nuova stagione di forte crescita delle vendite anche sui mercati automobilisticamente avanzati».BR