Più di mille ieri alle prove di Medicina

b PAVIA/bb Si sono presentati in 1069, aspiranti medici da tutta Italia, 144 in meno rispetto ai pre iscritti. Le buste erano sigillate, sono state aperte secondo le procedure previste e i cellulari, spenti, sono stati lasciati negli zaini radunati all'ingresso o sequestrati. In ogni aula c'erano quasi centocinquanta ragazzi, sorvegliati da almeno quattro professori e separati gli uni dagli altri, ove possibile, da un posto vuoto. Sono in «lotta» per i duecento ambitissimi posti alla facoltà di Medicina. Alcuni di loro si sono presentati già per la seconda volta, con nuove speranze.BR /b Alle 13 gli aspiranti medici erano usciti quasi tutti, e ad attenderli c'erano anche le associazioni studentesche. Due rappresentanti del Coordinamento per il Diritto allo studio distribuivano vademecum per capire se la prova si fosse svolta con regolarità, mentre un banchetto di Ateneo Studenti con generi di conforto accoglieva le future matricole con qualche patatina e delle bibite.BR bElena Aloisio/b di Lecco commenta a caldo: «Le domande scientifiche non erano difficili, ma sul movimento sionista e sulla Traviata ho avuto qualche problema» spiega. E si riapre il dibattito sull'utilità delle domande di cultura generale in un test per l'accesso alle professioni mediche: «Sarò un chirurgo migliore se ascolto Verdi?» si chiede la studentessa.BR Infatti il problema è che «a pari punteggio in graduatoria, prima si guarda al voto di maturità, e poi a chi ha risposto meglio ai quesiti di cultura generale». E con le domande di cultura generale sono in tanti ad essersi scontrati:b Mauro Carcano/b, diplomato al Copernico ammette di avere avuto molti problemi con «la geografia».BR In questi giorni se la gioca con tre test: lauree triennali è per le professioni mediche, scienze motorie e per ultimo, medicina. «I professori giravano, ma eravamo vicini, c'era poco spazio» raccontab Federica Mantovanelli/b, un'altra copernicana.BR b Nicolò Di Natale/b è di Taranto e si è già iscritto a Farmacia a Pavia: «Il test l'ha provato cosi, per sfizio e anche se passerò non mi iscriverò», mentreb Anna Arcoraci/b viene da Domodossola: «Ho provato il test di Medicina solo a Pavia perchè me l'hanno consigliata tutti. Se non passo mi iscriverò a biotecnologie, e probabilmente non ci riproverò».BR Ha studiato mezza estate per prepararsi, ha frequentato i pre corsi e i pre test, e ora aspetta con ansia i risultati che usciranno la settimana prossima. In mezzo a tutti questi ragazzi freschi di diploma c'è anche chi ci riprova anno dopo anno.BR Comeb Francesco Maruccia/b, al secondo anno di Biologia, che l'anno scorso era rimasto fuori. Perb Maria Elena Mazzucco/b, 24 anni, è invece la terza volta, ma non è stata con le mani in mano: «Mi sono laureata in Farmacia, ma il mio sogno resta la Medicina. Però se non passo questa volta a novembre faccio l'esame di stato per diventare farmacista e basta».BR Le prime impressioni? «Difficile come al solito: matematica, fisica, ma soprattutto la cultura generale». Difficile ricordarsi la data dei Patti Lateranensi, o a quale opera di Rousseau appartengono alcune frasi. Anche la lirica sembra aver creato non poche difficoltà alla maggioranza dei candidati, per non parlare di 'Carneade, chi era costui?", reso celebre da Don Abbondio. Ma se non lo sapeva lui, si chiedono i ragazzi, «perchè dovremmo saperlo noi?».BR b Francesco Locatelli/b, di Bergamo vuole entrare a Pavia con tutte le sue forze anche se al San Raffaele ha il posto assicurato: «Vorrei sapere subito se sono passato o meno perchè entro venerdi devo dare una risposta a Milano».BR I motivi per cui la preferenza ricadrebbe su Pavia sono tanti: «Preferisco frequentare un'università pubblica, e poi, se vengo a Pavia, potrò abitare da solo» racconta. bStefania Bennato/b, anche lei di Bergamo, e non passa andrà a lavorare per un anno, perchè non ha intenzione di ripiegare su altre facoltà. La sua prima impressione dell'Università di Pavia? «Organizzata e seria, hanno messo cartelli dappertutto, impossibile sentirsi persi».BR C'è chi, se non passerà, emigrerà in Germania, comeb Caterina Cierpinsky/b, e chi, invece, a Pavia è giunto da molto lontano: è il caso di Fabrice Tchoutio e Chiegoue Guilaine, camerunensi, che hanno sentito parlare di Pavia da amici e parenti che vi hanno studiato.BR bAnna Ghezzi /b