Garlasco dice no alle divise

bGARLASCO. /bb«Sono convinta che prima o poi arriveranno pure i grembiuli griffati e allora si tornerà al punto di partenza». Franca Bottaro, a capo della direzione didattica delle medie Duca degli Abruzzi, non la pensa affatto come il ministro. Anzi. Boccia su tutta la linea la proposta-Gelmini di ripristinare le casacche scolastiche. Che si parli solo di elementari o meno, non importa. A suo dire è la soluzione della divisa a non stare in piedi: «Sono ben altre le leve sulle quali improntare l'educazione dei giovani», chiosa. Come il concetto di «intelligenza sociale».BR /b No al grembiulino nero, quindi. I ragazzi più grandicelli che frequentano le medie in città, come a Dorno, Tromello e Gropello (i tre distaccamenti sotto la direzione di via Bozzola) possono dormire sonni tranquilli. Nessuno dirà loro come vestirsi per entrare in classe. «Non credo proprio sia questo il modo di risolvere i problemi della scuola - mette subito in evidenza Bottaro - Non basta un grembiule per promuovere il senso di appartenenza e di condivisione ad un sistema di valori, né tanto meno l'identità scolastica nel suo insieme. Ci vuole ben altro». La responsabile del circolo didattico di Garlasco (710 alunni e un'ottantina di insegnanti), nel prendere le distanze dalla posizione del ministro, spende più di una parola sul metodo educativo su cui poggiano i programmi e le attività della Duca degli Abruzzi, a poche settimane dall'avvio del nuovo anno scolastico. Parole d'ordine, intelligenza sociale: «Abbiamo previsto - spiega in seconda battuta - una serie di progetti finalizzati a diffondere nei ragazzi non solo l'accettazione dell'altro, ma anche la capacità di 'entrare in empatia con l'altro" superando cosi le differenze apparenti». Progetti, questi, dove ci sarà spazio anche per attività di educazione civica e ambientale. L'obiettivo insomma è fare si che gli adulti di domani acquisiscano la consapevolezza del loro ruolo nel mondo, senza fare troppi discorsi sui massimi sistemi. L'intelligenza sociale a cui fa riferimento Franca Bottaro, appunto. «La scuola è fatta di queste cose, non di grembiuli da imporre agli studenti per farli sentire tutti uguali e solidali». (si.bo)BR