«Per fortuna nessuno è grave»
b TRIVOLZIO./bb Nicolò Gazzi è stato ferito alla nuca da uno dei rapinatori, che lo colpito con il calcio della pistola. Il padre, Mario, non ha parole per quello che è avvenuto all'alba di sabato nel parco pubblico di Trivolzio. «Sono sconvolto, non è pensabile che una festa di paese possa finire cosi, con una banda di delinquenti che fa fuoco contro dei ragazzi. Una cosa allucinante, mai vista prima, ma per fortuna nessuno è grave, e questa è l'unica cosa che conta per noi genitori».BR /b I feriti non hanno nessuna voglia di parlare, sono ancora turbati da quello che è accaduto all'alba di domenica a Trivolzio. Quando sono incappati in tre malviventi pronti a sparare ad altezza d'uomo pur di mettere le mani sull'incasso di una festa di paese. Una cosa incredibile. Nicolò Gazzi è stato percosso alla testa da un bandito, trauma cranico con prognosi di otto giorni. Contattato telefonicamente, prende tempo prima di rispondere di no alla richiesta di una breve intervista. E' scosso, non se la sente di aggiungere altro a un'alba orribile di fine agosto. Gli altri tre feriti sono stati tutti colpiti da un colpo di arma da fuoco, tutti alla coscia destra peraltro. Claudio Uggè, 26enne di Torre d'Isola, è stato giudicato guaribile in dieci giorni; Cristian Arioli, 30enne di Vellezzo Bellini, se la caverà in otto giorni; Enrico Marchesi, 36 anni di Motta Visconti, dovrebbe guarire in un paio di settimane, anche se ieri il medico dell'Urologia si diceva fiducioso in un recupero molto più rapido, infatti già nel week end l'uomo potrebbe venire dimesso. Anche Marchesi ieri ha preferito non commentare la rapina di cui è stato testimone e vittima. Una scelta comprensibile, visto quello che è successo l'altro giorno. «Non se la sente, evidentemente ha bisogno di un po' di tempo per rielaborare l'episodio di sabato - spiega il medico di turno in Urologia - , ma le sue condizioni non sono affatto gravi, riteniamo possa venire dimesso già alla fine di questa settimana. Lo stiamo tenendo qui in osservazione, è stato ferito da un colpo d'arma da fuoco alla coscia destra». Certo inquieta il fatto che nella nostra provincia si aggirino delle persone capaci di usare la pistola per difendere il bottino di una rapina, che rischiano di fare una strage pur di scappare, di darsela a gambe. E proprio la facilità con cui sono state usate delle armi da fuoco rende più difficile, per i quattro feriti, parlare di un'esperienza unica in una provincia tranquilla come la nostra, dove i fenomemi criminosi sono tutto sommato pochi e di poco conto. (p.a.v)BR