Già scarcerati i 5 arrestati domenica

b ROMA./bb Sono già stati scarcerati i cinque tifosi arrestati domenica dopo la partita Roma-Napoli. I giudici del tribunale di Roma hanno convalidato i fermi dei cinque giovani e hanno disposto il processo con rito direttissimo (che si terrà, comunque, non prima di ottobre). I cinque che hanno passato una notte in questura sono tre tifosi romanisti (uno è accusato di rapina, un altro è stato sorpreso a sbarazzarsi di un martello e l'ultimo aveva due bombe carta) e due napoletani.BR /b Uno dei due era armato di coltello e l'altro è accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Intanto sono partite le indagini. Si tratta di identificare il maggior numero possibile di tifosi che ieri si sono presentati alla stazione di Napoli per salire su un intercity diretto a Roma. I giovani hanno provocato gravi danni ai convogli e, in alcuni casi, hanno costretto alcuni passeggeri a scendere per prendere il loro posto sul treno. La Digos di Napoli e Roma sta visionando, in queste ore, i filmati delle telecamere fisse poste nelle stazioni e all'ingresso dello stadio. L'obiettivo è di dare un nome a quei volti per poi procedere in un eventuale processo per danneggiamenti (Trenitalia lamenta danni per 500 mila euro). A quando si è saputo (e visto in tivù) alcuni tifosi si sono presentati con il volto coperto da passamontagna. Adesso, investito dalle polemiche, il questore di Napoli, Antonino Puglisi, si difende.BR «Quando il treno si è mosso da Napoli, non c'era alcun pericolo di ordine pubblico. E quindi nessun motivo per impedirne la partenza», dice. E poi continua: «Trovo deplorevole quanto accaduto sull'intercity. E' stata una follia inqualificabile, ma quando il treno si è mosso non c'erano segnali di allarme, al di là del naturale disagio degli altri passeggeri costretti a viaggiare in carrozze invase da tifosi. Tanto che in molti hanno cambiato treno, ma l'hanno fatto in modo autonomo e spontaneo, senza alcuna pressione o violenza».BR Secondo il questore «i 1.500 tifosi partiti da Napoli erano in possesso di biglietto ferroviario e di biglietto per lo stadio e non erano armati». «Li abbiamo perquisiti - dice - e se avessimo trovato anche un solo tifoso armato, lo avremmo arrestato». Il capo della questura napoletana si difende anche dall'accusa di aver consentito la trasferta dei tifosi. «Pensavo fosse la decisione giusta, come banco di prova per l'intera tifoseria dopo anni di divieti».BR Nella conta dei danni, Trenitalia aggiunge quelli subiti ai vagoni anche durante il viaggio di ritorno. Sui quattro treni che hanno riportato a Napoli gli ultrà sono state rinvenute tende strappate, sedili danneggiati e scritte sulle carrozze.BR E danni sono stati provocati anche a 20 autobus (su 39 messi a disposizione) che hanno portato i tifosi dalla stazione di Roma Termini allo stadio Olimpico. Lo denucia la società Trambus. «C'erano porte sfasciate e sedili divelti, corrimano e botole fuori uso - si legge in una nota - con danni per circa 60 mila euro, ai quali si aggiungono le intimidazioni subite da molti autisti».(g.f.)BR