«L'architetto Stabile vedeva giusto»

b PAVIA /bMonsignor Gianfranco Poma, responsabile della cultura della diocesi, è molto preoccupato per il San Michele. «Credo anch'io - dice - che l'arenaria sia il materiale più fragile che esista e che quando è intaccata non ci sia più nulla da fare. Il restauro fatto decenni fa, iniettando nella pietra delle sostanze che avrebbero dovuto impedire la sfaldamento e compattare l'arenaria, si è rivelato un rimedio peggiore del male, perchè si è scoperto che queste iniezioni con il gelo contribuivano a spaccare ulteriormente la pietra. Ricordo che, quando ero in seminario negli anni cinquanta, la facciata di San Michele era perfetta, con i bassorilievi e le decorazioni in perfetto stato. Da allora il degrado è stato continuo per ragioni atmosferiche. Ricordo che lo storico monsignor Faustino Gianani riferiva di ipotesi che venivano avanzate in quegli anni, di staccare le pietre originali, sostituirle con delle copie, e ricoverarle in un museo. Ciò che non è mai stato fatto. L'architetto Stabile, a suo tempo, aveva cominciato a riprodurre i fregi e i bassorilievi di San Michele. Osservava: 'Cosi salviamo qualcosa e impediamo che l'inesorabilità del tempo travolga tutto". Oggi purtroppo non c'è più nulla da fare, temo. Non c'è che da staccare i bassorilievi e metterli in un museo. O ingabbiare il San Michele in una teca». (s. c.)BR