Incidente con il Suv, aveva sniffato coca Nei guai un 34enne residente a Zavattarello Un ubriaco rischia di investire un carabiniere

di Paolo Fizzarotti VOGHERA. E' finito nel fosso con il suo fuoristrada Land Rover, e le analisi del sangue e delle urine in ospedale hanno ben presto scoperto il perché: C.A., un 34enne di Zavattarello, si era messo alla guida benché fosse imbottito di droga. Il controllo incrociato sangue-urine non ha lasciato dubbi. Le condizioni di C.A. al momento dell'incidente stradale non gli permettevano di guidare. I test ospedalieri nei suoi liquidi biologici hanno trovato molti metaboliti (e cioè residui in via di assimilazione) derivanti dall'assunzione recente di cocaina e — contemporaneamente — di hashish: un mix micidiale che ha fortemente obnubilato le capacità di guida dell'uomo di Zavattarello. L'incidente si era verificato nei giorni scorsi a Casteggio. Verso le 19.30 C.A. stava percorrendo via Partigiani al volante della sua Land Rover: ad un tratto l'uomo aveva perso il controllo della grossa fuoristrada ed era finito in un fosso al lato della carreggiata, ribaltandosi parzialmente. Poco dopo erano arrivati i soccorsi: i mezzi del 118, i carabinieri di Casteggio e quelli del nucleo radiomobile di Voghera. Il medico del 118 si era reso subito conto che nell'incidente C.A.aveva riportato solo qualche contusione: eppure appariva fortemente in stato confusionale. Al medico è bastata un'occhiata un po' più approfondita per accorgersi che lo stato confusionale non era stato provocato da un trauma cranico o dallo shock, ma da qualcos'altro: le condizioni della pupilla e l'alito non facevano pensare all'alcol ma piuttosto alla droga. In breve i carabinieri hanno trovato la controprova: sul sedile di fianco al conducente, sotto gli air-bag scoppiati, c'era una bustina che conteneva sei grammi di cocaina già tagliata in dosi e pronta per il consumo. Viste le circostanze, è molto probabile che C.A. nel pomeriggio avesse fumato degli spinelli. Poi, dopo le 19, aveva comprato della cocaina e aveva sniffato anche quella: in breve il mix micidiale aveva fatto effetto e il cervello di C.A. era andato in tilt, impedendogli di guidare. I primi soccorritori avevano detto che il giovane di Zavattarello sembrava non rendersi neppure conto di quanto gli era accaduto: e in ospedale si è capito perchè. C.A. è stato denunciato ai sensi dell'articolo 187 del codice stradale: guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. E' stato anche segnalato come consumatore di droga alla prefettura, con patente ritirata. L'automobilista ha evitato la denuncia ben più grave di «detenzione di stupefacenti al fine di spaccio» solo perché le analisi della cocaina hanno dimostrato che dopo il 'taglio" il principio attivo contenuto nelle dosi non era elevato. La Land Rover, invece, è stata consegnata alla legittima proprietaria e cioè la convivente di C.A. Movimentato episodio anche a Varzi. P.A., 29 anni, un giovane operaio varzese incensurato, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e multato per eccesso di velocità e perché si è dato alla fuga nonostante i carabinieri gli avessero intimato l'alt. Tutto inizia alle 3 di notte. P.A., al volante di una Fiat Punto nera, passa a forte velocità (ben superiore agli 80 km/h) davanti a una pattuglia dei carabinieri di Varzi sistemata nei pressi del supermercato Unes di via De Gasperi. Un carabiniere nota la velocità e si fa avanti con la paletta per intimare l'alt. P.A. non si ferma: anzi, accelera e passa a un palmo dal carabiniere, rischiando di investirlo. Passata la sorpresa, i militari si lanciano all'inseguimento e un paio di chilometri dopo riescono a bloccare la Punto in via Luigi Mazza. Il giovane cerca di giustificarsi dicendo che non ha visto la pattuglia né la paletta dell'alt. Il test dell'etilometro conferma che è ubriaco: nel sangue P.A. ha il triplo dell'alcol consentito. L'auto non viene confiscata solo perché il valore è di 1,4 invece di 1,5 grammi per litro di sangue.