«Racconto l'arte che diventa droga»
b VENEZIA./bb «Volevo descrivere l'arte come una droga e raccontare una storia d'artista per certi versi crudele». A dirlo è l'eclettico regista-attore giapponese Takeshi Kitano, al Lido per presentare in concorso alla 65ma Edizione del Festival di Venezia 'Akires to kame" (Achille e la tartaruga), con protagonista Machisu (interpretato dallo stesso Takeshi). Si parte dall'infanzia di questo ossessivo e compulsivo artista, un ragazzino figlio unico di un ricco collezionista d'arte che non fa altro che disegnare.BR /b In questo film, che prende il titolo dal famoso detto di Zenone e non manca di ironizzare sull'arte contemporanea (dall'arte concettuale fino all'action painting), il protagonista Machisu insegue per tutta la sua vita il sogno dell'arte con compagni improvvisati e tentativi di emulare tutti gli stili. Tutti sforzi che vengono puntualmente bocciati da un perfido critico che sembra invecchiare insieme a questo potenziale artista, capace di dipingere anche la morte pur di soddisfare la sua malata ossessione. Ad affiancare la sua mania anche una moglie, Sachiko (Kanako Higuchi), più che complice e accondiscendente, dalla quale Machisu ha una figlia cosi trascurata da entrambi da diventare prostituta. Terza parte di una trilogia del regista dopo 'Takeshis" (2005) e 'Kantoku Banzai" (2007), nel film Kitano - che a Venezia è per la quarta volta (Leone d'Oro nel 1997 con 'Hana-bi") - ha messo i suoi quadri (è da sempre anche un pittore). «I miei quadri - dice con modestia in conferenza stampa - non sono per niente belli, ma visto il basso budget del film li abbiamo utilizzati per girare. Come pittore non ho certo una buona reputazione - aggiunge -. Nessuno in realtà vuole le mie opere, devo dire che non ne ho mai venduta una e cosi in genere preferisco regalarle ai miei amici». Sul fatto che sia ormai un cliente affezionato al festival di Venezia, Takeshi Kitano spiega che è solo una questione di tempi. «Non è che faccio il cinema solo per Venezia. Il fatto è che tempisticamente finisco i film nei tempi giusti della sua selezione. Tutto qui».BR Oggi alla Mostra di Vezia è il giorno di «Puccini e la fanciulla», il film di Paolo Benvenuti ambientato nel 1908, a Torre del Lago, quando la cameriera di casa Puccini, Doria, viene accusata dalla moglie del famoso compositore, Elvira, di essere l'amante di suo marito. In concorso arriva anche «The Burning Plan» dello scrittore messicano Guillermo Arriaga, già sceneggiatore dei film di Alejandro Gonzalez Inarritu, che qui dirige le belle Charlize Theron e Kim Basinger. Sempre in concorso, anche «Inju, la bete dans l'ombre» di Barbet Schroeder, tratto dal libro di Rampo Edogawa. E il comune di Venezia, in collaborazione con Circuito Cinema e la Settimana della Critica, organizza un incontro su Kim Arcalli, figura a tutto tondo del cinema veneziano, a trent'anni dalla scomparsa. Tra le voci che ricorderanno Arcalli, quelle di Bruno Torri, Roberto Ellero, Marco Giusti ed Enrico Ghezzi.BR