«Il caro libri è una montatura»
«UNA colossale montatura»: cosi, dati alla mano, Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori, definisce l'allarme caro-libri lanciato nei giorni scorsi dalle associazioni consumatori. E ce n'è anche per i controlli dell'Antitrust: «Sono veri e propri processi alle intenzioni - dice - che ci hanno profondamente colpito facendoci pensare a un intento persecutorio nei confronti dell'editoria». I dati che sconfessano il caro-libri sono quelli di una ricerca realizzata dall'Ipsos per l'Aie: il 62% dei testi scolastici in commercio ha un prezzo identico a quello dello scorso anno, mentre il 34% ha subito un aumento inferiore o uguale al tasso d'inflazione. Solo il 4% avrebbe un aumento superiore. Secondo l'indagine, l'indice di variazione media dei prezzi dei 31.360 libri scolastici per le scuole secondarie di primo e secondo grado, nel 2008, si è attestato al 0,73% rispetto al 4,1% di inflazione rilevata a luglio. In particolare, alle medie è stata dello 0,66% e alle superiori dello 0,76%. Insomma «è la percezione del costo dei volumi - dice la società di Renato Mannheimer - ma non il loro prezzo a crescere». E secondo gli editori si fa spesso confusione tra caro libri e tetto di spesa, che indica il limite, stabilito dal ministero, entro il quale deve essere contenuta la spesa per la dotazione libraria di ciascun anno.BR Gli editori non capiscono poi perchè il ministro Gelmini abbia apprezzato i controlli disposti dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato: «Entro febbraio - spiega Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell'Aie - la nostra associazione comunica al ministero il catalogo aggiornato dei libri scolastici con i relativi prezzi, quindi, quando il ministro dice che è contenta dei controlli dell'Antitrust, le ricordiamo che lei stessa avrebbe potuto farli già da mesi». Sulle nuove edizioni, poi, Greco ricorda che «i libri non si possono rifare se non hanno almeno il 30% di variazioni» e, comunque, «tre riforme in 10 anni giustificano i cambiamenti». Dagli editori, arriva anche una proposta: «Perchè non distribuire i 65 milioni di euro finanziati per le elementari, a tutti i livelli di scuola, ma solo per i meno abbienti e i più meritevoli?».BR Pronta la replica del Movimento difesa del cittadino che aveva lanciato l'allarme caro-libri: «Da noi nessuna montatura. Non abbiamo mai parlato dei costi dei singoli libri, ma della spesa complessiva che ciascuna famiglia deve affrontare. Comunque il ricambio dei testi in Italia è fra i più alti in Europa, costringendo le famiglie a nuove spese ogni anno». L'Adoc dal canto suo ha invece chiesto all'Aie un incontro per discutere della questione. (m.v.)BR