Studenti e sindacati mobilitati contro una riforma da anni '50
DAL «ci vediamo in piazza» degli studenti che contestano il ritorno del voto in condotta al «faremo muro contro il maestro unico alle elementari» dei sindacati. E' un fuoco di fila di proteste quello che accoglie il «ritorno al passato» della scuola italiana voluto dal ministro Gelmini.BR Partirà a ottobre la mobilitazione nazionale annunciata ieri dall'Unione degli Studenti contro il voto in condotta che «con un'impressionante balzo indietro ai 'decreti regi", cancella i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento». Anche la Rete degli studenti annuncia proteste contro «la spada di Damocle di un giudizio privo di obiettività». E un «5» per l'uso della decretazione d'urgenza arriva pure dagli studenti di Azione Cattolica.BR E' invece il paventato ritorno del maestro unico a scatenare le proteste dei sindacati. «Si apre uno scontro frontale - annuncia il segretario della Flc Cgil Enrico Panini - saremo un muro, non si possono superare i livelli della decenza. Appartiene ad un modello degli anni '50 quando il maestro poteva anche sapere poco di tutto. Oggi servono maestri sempre più specializzati. Pensare di dare a bambini sempre più curiosi e informati le risposte che si davano negli anni 50 è un disastro per il loro futuro. E significa ridurre di due terzi l'organico. Il voto di condotta poi non risolve i problemi ma li aumenta». Sulla stessa linea il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, che assegna al ministro «5 in condotta e 4 in pedagogia»: «Il ripristino del maestro unico è la rottamazione di una delle più significative esperienze di innovazione e crescita della scuola. Cosi si tagliano le radici della 'buona scuola"». Dal canto suo il segretario della Uil Scuola Massimo Di Menna definisce «insensato» il ritorno al maestro unico, ma approva il voto di condotta. «Preoccupato e perplesso» dal recupero del maestro unico anche lo Snals-Confsal che però apprezza voto di condotta e voti in pagella.BR Pollice verso infine dall'opposizione. «Non posso credere che un ministro di 35 anni pensi di risolvere i problemi della scuola riportando le lancette agli anni 50!»: dice Pina Picierno del Pd. Fa eco il ministro dell'Istruzione del governo ombra del Pd, Garavaglia: «Si deve smettere di rincorrere annunci-spot». Il voto in condotta è «una scelta restauratrice» per Paolo Cento dei Verdi. E, pur approvandolo, anche Maurizio Ronconi (Udc) avverte: «E' meglio avere allievi un po' vivaci ma preparati che docili ma ignoranti». (m.v.)BR