Un'altra strage in mare
b PALERMO. /bE' ancora strage di immigrati nel Canale di Sicilia. Sferzato da un mare forza sei, da mercoledi in balia delle onde, è naufragato, a 40 miglia a sud da Malta, un gommone partito dalla Libia con 78 extracomunitari. Al disastro sono sopravvissute 8 persone, tra cui un ragazzo di 15 anni. Sono state loro a riferire al responsabile a La Valletta dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) il drammatico bilancio dell'ennesimo viaggio della speranza finito in tragedia: 70 dispersi, tra cui 4 donne, tre delle quali incinte.BR Se i numeri forniti dai sopravvissuti dovessero essere confermati, si tratterebbe di una delle tragedie dell'immigrazione col più alto numero di vittime mai accadute. Il drammatico primato resta quello del naufragio della notte di Natale del 1996, quando tra Malta e la Sicilia, morirono 298 persone. Vane finora le ricerche organizzate dalle forze armate maltesi, che hanno inviato nel tratto di mare in cui, poco prima che si inabissasse, è stato avvistato il gommone, due motovedette. Alle operazioni ha partecipato anche un aereo. «Stiamo facendo tutto il possibile per trovarli», ha detto il capo delle forze armate, il generale Carmel Vassallo. Non è stato possibile, però, capire esattamente il punto in cui i migranti sono caduti in mare. E cercare senza direzioni è come cercare alla cieca».BR Un accorato invito a non cessare le ricerche viene rivolto ai maltesi dal portavoce dell'Unhcr, Laura Boldrini, che invoca assistenza medica e psicologica per i sopravvissuti, traumatizzati e feriti e ora nel centro di detenzione di Safi. A prestare soccorso ai naufraghi è stato l'equipaggio del motopesca maltese «Madonna di Pompei». Non comprendendo quanto raccontato dai migranti - sudanesi, eritrei, somali e ghanesi - i pescatori avevano parlato, in un primo momento, di 10 dispersi e 8 superstiti. Il reale bilancio della tragedia è emerso solo successivamente. «Siamo partiti da Zuwara giovedi scorso - hanno detto gli extracomunitari al responsabile dell'Unhcr Neil Falzon-. Dopo appena due giorni abbiamo esaurito acqua e cibo». A rendere ancora più drammatico il viaggio sono state le condizioni del mare. Il gommone avrebbe perso il motore e sarebbe rimasto in balia delle onde, imbarcando acqua. L'altro ieri i migranti avrebbero perso la rotta; alcuni sarebbero caduti in mare. In otto sono risuciti a restare aggrappati a quel che restava del gommone fino all'arrivo del peschereccio. Un uomo ha raccontato di avere perso nel naufragio la moglie.BR