«Multate il supermercato aperto la domenica»

b PIEVE PORTO MORONE. /bbApertura domenicale del supermercato, è braccio di ferro fra Comune e Ascom. Con il primo che si schiera decisamente a fianco dei dipendenti del Gs, che chiedono di poter lavorare anche nei giorni festivi. Con l'associazione di categoria, invece, che esige il pieno rispetto della legge regionale. E chiede, nel caso non sia cosi, di intervenire per sanzionare eventuali violazioni. Intanto la protesta avviata a fine luglio dal punto vendita aperto di recente va avanti. E con il pieno appoggio, stando alle cifre, della popolazione. La petizione iniziata da poco meno di un mese ha già raggiunto le 700 adesioni. Il documento con le firme è già stato inoltrato alla Regione, con una lettera di accompagnamento della stessa amministrazione.BR /bNelle settimane scorse in Comune è arrivata una lettera di Ascom, in cui l'associazione dei commercianti chiedeva delucidazioni sulla vicenda: «Abbiamo avuto notizia che i punti vendita Gs e Green Market sono rimasti aperti al pubblico l'8, il 15, il 22, il 29 giugno e il 13 luglio. Come è noto, il 28 maggio scorso è entrata in vigore la legge regionale che vieta, alle medie e grandi strutture di vendita, di rimanere aperti nelle giornate domenicali e festive, salvo deroghe. Chiediamo, pertanto, se il Comune di Pieve Porto Morone è intervenuto o meno a sanzionare tali violazioni». La richiesta dell'associazione non è andata giù per niente ad Angelo Cobianchi. «Non ci posso credere - sbotta il sindaco -. Ascom, anzichè aiutarci in questa battaglia, ci chiede se abbiamo preso provvedimenti contro gli stessi commercianti. Perchè chi lavora in un supemercato appartiene a questa categoria. Sanzionare? Ma siamo matti? Io cerco di favorire il commercio nel mio territorio, non il contrario. Figuriamoci se in un momento di recessione economica, intralcio chi vuole lavorare. Il compito dell'amministrazione è semmai di cercare, in tutti i modi, di salvaguardare le attività commerciali dei suoi concittadini. Anche se volessero tenere aperto di notte». La posizione, netta, è stata illustrata dal Comune anche alla Regione nella lettera di accompagnamento corredata dalle 700 firme. «Ci associamo pienamente e condividiamo in toto le ragioni della protesta - ha scritto la giunta - poichè tale normativa è fonte di enorme danno per l'economia del nostro Comune che confina con l'Emilia-Romagna, dove tale divieto non esiste». Pieve Porto Morone chiede anche «una deroga all'obbligo di chiusura domenicale per i Comuni confinanti con altre Regioni». Secondo Cobianchi, infatti, il punto è proprio questo. «E' nei giorni di festa che c'è più passaggio da queste parti - insiste il sindaco -. Non vedo il motivo per creare condizioni di concorrenza sfavorevole al nostro commercio, visto che ci troviamo giusto sul confine. E a Castel San Giovanni, ad una manciata di chilometri da noi, ma che si trova in provincia di Piacenza, questo divieto non esiste. Il risultato è ovvio: il flusso di clienti di passaggio lungo l'ex Ss 412 che collega proprio l'Oltrepo al Piacentino non si ferma a Pieve Porto Morone». Altrettanto netta, e opposta, è la posizione di Ascom. «Prima di tutto - fa sapere l'associazione - noi difendiamo tutti gli operatori commerciali, senza distinzioni. Compreso chi lavora nei punti vendita di medie dimensioni. La legge non va bene? Allora si chiede di cambiarla. Ma se c'è, va applicata. La normativa regionale è entrata in vigore a maggio di quest'anno, sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Come mai i supermercati, compreso il gruppo Gs, non hanno detto niente? Sapevano benissimo cosa sarebbe successo». Ascom, fra l'altro, reputa del tutto strumentale la posizione del Comune: «L'amministrazione fa un po' di confusione. A Castel San Giovanni i punti vendita restano aperti perchè c'è un mercato domenicale. Come, del resto, avviene anche in alcuni paesi della provincia di Pavia. Negli altri casi, anche in Emilia-Romagna, i negozi restano chiusi alla domenica. Un'ultima precisazione. L'attuale legge permette in tutto ben 23 aperture festive rispetto alle 12 della normativa precedente. Cioè, in pratica, una domenica si e una no. Come si fa a sostenere che è più restrittiva?».BR