Rotta l'unità anti Musharraf il Pakistan affonda nel caos
bNEW DELHI. /bbE' rottura, nel Pakistan del dopo Musharraf: Nawaz Sharif, leader del secondo partito di maggioranza, la Lega Musulmana Pachistana-N (PML-N), ha deciso di passare all'opposizione, ritirandosi dall'alleanza con il Partito del Popolo Pachistano (PPP) del vedovo di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, con il quale aveva formato una coalizione di governo. Sharif ha accusato il PPP, guidato da Zardari e da suo figlio Bilawal Bhutto, di non rispettare gli impegni.BR /b «Che senso ha essere in una coalizione - ha detto Sharif in conferenza stampa iersera ad Islamabad - quando un partito decide per tutti?». Il dissidio tra i due partiti è nato soprattutto sul reintegro dei giudici rimossi dal presidente dimissionario Pervez Musharraf e sui cambiamenti costituzionali voluti recentemente da quest'ultimo, che ampliano i poteri presidenziali.BR Da mesi Sharif chiede che i giudici vengano rimessi ai loro posti subito. Il PPP però nicchia, timoroso che i magistrati reintegrati possano abrogare l'amnistia concessa l'anno scorso a favore di Zardari, pluri-indagato per corruzione. Secondo quando riferito da Sharif alla stampa, il leader della Lega Pachistana Musulmana-N aveva avuto diversi incontri con la coppia Bhutto-Zardari durante il loro esilio e aveva raggiunto un accordo scritto sul reintegro dei giudici, accordo che è stato mostrato ai giornalisti. La rottura in seno alla coalizione cade in un momento particolarmente grave per il Pakistan, scosso da una serie di attentati sanguinosi mentre si fa sempre più aspro il confronto con i fondamentalisti di matrice islamica. Proprio ieri, in una intervista alla BBC, il vedovo della Bhutto aveva denunciato che il Paese «sta perdendo la guerra con i taleban» e che «il mondo intero ne sarà colpito». L'uscita della Lega Musulmana dal governo secondo gli analisti non dovrebbe portare necessariamente ad elezioni anticipate, visto che il PPP dovrebbe essere in grado di raccogliere abbastanza voti in parlamento per governare. Sharif ha candidato per il suo partito alle elezioni presidenziali del 6 settembre prossimo l'ex giudice Saeed-uz-Zaman Siddiqui, cacciato da Musharraf per essersi rifiutato di ratificare il suo giuramento da presidente dopo il colpo di stato del'99. L'ex premier, ora all'opposizione, sta studiando con i suoi avvocati la possibilità di bloccare la candidatura di Zardari a causa di processi pendenti a suo carico.BR