L'altro volto della Grecia

Kos, Grecia. Sarà perché ho fatto il Liceo Classico e Lettere Antiche all'università, ma la Grecia mi piace davvero tanto, adoro le isolette e mi basta vedere le scritte in alfabeto greco per esaltarmi.BR Quindi quest' anno, molto democraticamente (del resto, la Grecia è la culla della democrazia, no?) si è deciso di andare in vacanza in un'isoletta greca. A dire il vero, la scelta era caduta su Santorini, però purtroppo siamo riusciti a prenotare solo a metà luglio e ormai i posti erano tutti esauriti, per cui ci siamo dovuti accontentare di Kos, la patria di Ippocrate, padre della medicina, e di Asclepio, dio della medicina.BR Partenza alle 6 del mattino da Malpensa (eh beh...i charter sono charter...e partono ad orari assurdi il più delle volte...), dopo esserci districati (più o meno bene...) nel caos primordiale dell'area gruppi e dopo avere subito un ritardo di un paio d'ore, dovuto a 2 passeggeri che si erano persi nell'aeroporto dopo avere fatto il check in (per quanto possa sembrare assurdo...); 2 ore di volo ed eccoci arrivati.BR Il tour operator ci scarica a Marmari Beach, in un hotel all inclusive, enorme (più di 1.000 camere, 3 piscine, campi da tennis, minigolf, basket, palestra e jacuzzi), con accesso diretto alla spiaggia, peccato che le alghe dominino il mare...e che le spiagge migliori (sabbiose e senza alghe...) pare siano dalla parte opposta dell'isola, a sud ovest (noi siamo a nord est).BR Per raggiungerle, le opzioni disponibili sono 3: il 'viaggio della speranza" (pullman da Marmari a Kos e da Kos a Paradise Beach, durata complessiva 1 ora e mezza, se tutto va bene e non si perde la coincidenza a Kos), il motorino (rischioso...un po' perché l'isola è molto ventosa e piena di curve, a discapito della stabilità del veicolo...inoltre aggiungiamo pure il fatto che nessuno di noi due ricorda come si guidi un motorino...visto che sono passati almeno 15 anni dall'ultima volta che ne abbiamo toccato uno), l'auto.BR Direi che la terza è l'opzione giusta, per cui noleggiamo una Hyundai Getz e via...all'avventura sulle inquietanti stradine di Kos (circa ogni 100 metri, c'è una chiesetta votiva, che forse ricorda incidenti funesti).BR Dopo mezz'ora di percorso tra saliscendi brulli, campi di addestramento militare, carri armati mimetizzati (inutile sorprendersi...siamo pur sempre vicinissimi alla Turchia), ecco l'arrivo a Paradise beach...a parte l'affollamento, che per certi versi la fa somigliare a una Rimini in trasferta, è davvero carina: sabbia perfetta, acqua limpida, si può passeggiare in mare per un bel pezzo senza timore di affogare.BR Tutto ok, fin quando arriva un gruppetto di 4 romani, preceduti dal loro caratteristico 'Ahò!" che li rende riconoscibili ovunque, che decidono di impadronirsi della spiaggia, accaparrandosi 5 sdraio, al grido di 'La spiaggia è nostra!" e facendo impallidire (più di quanto già siano pallidi...) i riservati inglesi/tedeschi che placidamente affollano il lido.BR Ormai abbrustoliti dai raggi dell'impietoso sole greco e sferzati dal vento, a metà pomeriggio decidiamo di abbandonare la spiaggia, e di proseguire con la nostra autovettura: perché non fare un salto all'Asclepieion, il santuario del dio Asclepio? In vacanza, è giusto nutrire anche la mente! (come osserva Roby, che ha passato la vacanza a leggere saggi di Borges e la saga dei Nibelunghi, bontà sua!).BR Dopo avere alquanto faticato per trovare la strada giusta (le indicazioni di certo non pullulano quaggiù...), finalmente eccoci all'ingresso: 'ticket 4 euros" recita il cartello, ma fortuna vuole che ci sia un foglio scritto a biro con 'entrance free"...da cui deduciamo che i Greci abbiano deciso di risparmiare sullo stipendio del tipo del botteghino....al ritorno scopriremo invece che la signora bigliettaia si era semplicemente allontanata per qualche minuto dalla sua postazione e aveva deciso 'sua sponte" di fare entrare gratis i visitatori...generosità di un paese povero!BR La visita al santuario vale il biglietto (per quanto noi non l'avessimo pagato): soprattutto, il panorama che ci godiamo una volta salite tutte le infinite ridde di scale...dominiamo il centro di Kos dall'alto, con una stupenda visuale del mare e dell'antistante costa turca.BR Non ancora del tutto paghi della giornata (ci sono ancora poche-energie residue) decidiamo di fare un salto a Zia, piccolo paesino di montagna che, cosi almeno ci hanno detto, merita di essere visitato al tramonto.BR Fatica estrema: la piccola autovettura a un certo punto si ribella, iniziando a fare rumori preoccupanti, come se non riuscisse a reggere lo sforzo della salita (del resto, è rimasta tutto il giorno sotto il sole impietoso, e probabilmente, anzi sicuramente, il motore si è surriscaldato), ma noi, impavidi e sprezzanti del pericolo di rimanere bloccati all'imbrunire sulle montagnole di Kos, proseguiamo, curiosi di vedere questa meraviglia di Zia...BR Ma quale meraviglia....? E' un paesetto nel mezzo di una pineta, con la stradina principale costellata di assurdi negozietti di cianfrusaglie e taverne... che delusione! E noi che pensavamo fosse un paesello genuino e incontaminato!BR Disillusi e ormai decisamente a pezzi, scendiamo a valle e andiamo a gettarci nella nostra piscina preferita dell'hotel...BR bPaola Bariani /b Pavia