Alex, il superman della fatica
!-- Marco Marangoni --Dbetto e fatto. Lo aveva annunciato e, dopo una marcia trionfale e spettacolare lunga 50 chilometri, ha mantenuto la promessa. E' stato un Alex Schwazer a dir poco mostruoso, un fenomeno dello sport a pane e bistec- /bbche, quello che ieri a Pechino ha entusiasmato il mondo. Alex è andato a prendersi l'oro nella gara più lunga, più faticosa, più massacrante ma anche più appassionante dell'atletica leggera. E l'ha fatto con una superiorità disarmante.BR /b!-- Marco Marangoni -- Alex adesso è per tutti l'Usain Bolt della marcia. Certo, il marciatore e lo sprinter hanno tante cose in comune. Sotto l'aspetto sportivo possiamo dire che i due 'marziani" abbiano tritato gli avversari. L'altoatesino li ha cucinati per 50 chilometri alla faccia del 97 per cento di umidità, il caraibico si è preso gioco dei suoi rivali sul tartan del Bird's Nest. Durante le loro cavalcate hanno trovato spazio anche per divertirsi. L'azzurro nel finale ha salutato gli spettatori, ha pianto, ha baciato il braccialetto della amata Carolina Kostner (si, proprio lei, la 'Principessa del ghiaccio"), ha indicato il cielo pensando al nonno Albert scomparso meno di un mese fa.BR Tra le lacrime è andato a tagliare il traguardo con il nuovo record olimpico (3 ore, 37' minuti e 9 secondi), ha baciato la pista, è andato ad abbracciare il suo maestro Sandro Damilano, ha preso la bandiera italiana e l'ha sventolata correndo in mezzo allo stadio. In serata, tra soddisfazione e commozione, ha cantato l'Inno di Mameli sul podio.BR Il fantastico atleta di Calice di Racines con questo oro si può considerare degno erede sia di Abdon Pamich che quasi mezzo secolo fa, (18 ottobre 1964) centrò la vittoria nella 50 chilometri a Tokyo sia di Pino Dordoni, trionfatore il 21 luglio 1952 a Helsinki.BR Il marciatore vipitenese, portacolori dei carabinieri, corona cosi una crescita repentina iniziata con il bronzo mondiale di Helsinki nel 2005 al quale è seguito quello di Osaka dodici mesi fa. E' stato proprio quest'ultimo risultato che ha dato lo slancio definitivo ad Alex.BR Già al 15º chilometro la situazione era chiara con quattro atleti al comando: Schwazer, il russo Nizhegorodov (primatista mondiale), l'australiano Tallent e il cinese Li Jianbo. L'italiano controllava principalmente il russo mentre l'altro favorito, il francese Diniz, dopo metà gara cedeva per crampi arrivando con un ritardo abissale. Al 37º km il primo colpo di scena con il cedimento di schianto di Li. L'altoatesino decideva, dopo un rifornimento intorno al 42º km, di allungare (non è stato un vero e proprio attacco) e si è ritrovato solitario al comando. I suoi compagni di fuga, Tallent e Nizhegorodov stavano alzando bandiera bianca. Il parziale sui 5 km è di 21'21'', il più veloce della gara a dimostrazione delle ottimali condizioni fisiche.BR «Ho vinto oggi (ieri, ndr) - ha detto in lacrime dopo l'arrivo - ma in realtà ho vinto la gara durante tutto l'anno perché l'ho preparata. Stavo bene, m'interessava solo vincere, ci sono riuscito e me lo merito. Sono uno che non imbroglia e ve lo posso provare, per questo sarò sempre orgoglioso di me stesso. Oggi mi avrebbe potuto battere solo Superman. Quando ho staccato il russo e l'australiano quasi non me ne sono accorto».BR Sulla sua relazione sentimentale con con Carolina Kostner, Alex si limita ad arrossire, segno evidente che il segreto adesso è noto a tutti. Ma prima replica ai cronisti: «Io non chiedo di vostra moglie». E come primo festeggiamento annuncia «una bella ciucca, partirò con la birra e salirò di gradazione». Il suo allenatore Sandro Damilano dice che può vincere tre Olimpiadi di seguito: e per una cosa cosi una bella sbronza si può certamente perdonare.BR