Sannazzaro, chi c'è dietro?
bSANNAZZARO. /b«I progetti dei due centri commerciali sulla tangenziale-nord e del supermarket di viale Loreto? Ci sia concretezza da parte degli investitori»: cosi il sindaco Michele Debattista, in convalescenza dopo un incidente stradale, ma che sta seguendo attentamente l'evolversi della vita socio-economica di Sannazzaro. «Si parla di due grandi centri e di un market - prosegue - . Per questo si invitano non solo gli attuali proprietari terrieri, ma anche gli investitori veri e propri a farsi avanti ed a formalizzare i loro piani. Saranno rapportati alla possibile fattibilità. Devono farsi conoscere entrando in contatto con la pubblica amministrazione». Messaggi «forti e chiari» non tanto nei confronti di chi chiede la conversone dell'uso dei terreni interessati da agricoli a commerciali, ma anche e soprattutto dagli immobiliaristi che andranno ad investire somme ingenti per poter realizzare l'outlet ed il Brico sulla tangenziale e per realizzare il centro con ipermercato, multi-sala, albergo, ristorante sulla direttrice di Scaldasole. Dal canto suoi il vicesindaco Pierangelo Fazzini ammette: «Da quanto si vocifera, si potrebbe dedurre che la vicenda del grande centro commerciale sia ad un passo dalla soluzione. Non è cosi, perché ad oggi la giunta ha preso atto della richiesta di un gruppo di proprietari per il cambio di destinazione di una vasta area a ridosso della rotatoria per Scaldasole. Va detto che un'iniziativa similare era stata a suo tempo presentata per un'altra area da altri proprietari terrieri». Fazzini entra nel dettaglio della vicenda: «Appare giusto richiamare l'adozione in fase avanzata del nuovo Piano di Governo del Territorio (Pgt) che mette a disposizione da subito aree per la media distribuzione, per market o discount non superiori a 1.500 metri quadrati. Questi insediamenti rientrano nelle competenze comunali, sia per le scelte urbanistiche che per le relative autorizzazioni commerciali». Altro è però la grande-distribuzione dove le scelte urbanistiche vengono proposte dal comune mentre le autorizzazioni commerciali sono di gestione regionale. Pierangelo Fazzini aggiunge: «Sul caso (o sui casi) dei centri commerciali, un'amministrazione attenta deve vederci chiaro nel senso che le richieste dei proprietari terrieri possono supportare il vero imprenditore-investitore il quale dovrà comunque farsi avanti per fornire le necessarie garanzie accompagnate da uno studio sulla fattibilità e sulla sostenibilità socio-economica ed ambientale del possibile intervento». Ed Infine: «Indipendentemente dalle grandi scelte realizzabili in tempi comunque lunghi, è certo che il nuovo Pgt debba prevedere da subito la nascita di medi punti-vendita in concorrenza con l'esistente».BR bPaolo Calvi /b