Delitto di Rognano, l'accusa non ci sta

bMILANO. /bbSi profila un vero e proprio scontro giudiziario nel processo di secondo grado per il delitto di Rognano fissato il 23 settembre prossimo a Milano. L'omicidio avvenne il 7 marzo 2004 alla frazione Soncino dove venne ucciso Said Chahbouni, un marocchino di 29 anni. Alla base del crimine secondo quanto emerso dalle indagini, uno sgarro sul fronte del traffico di stupefacenti. L'inchiesta portò all'incriminazione di 4 persone rinviate a giudizio per omicidio volontario e giudicate dalla Corte d'assise di Pavia che inflisse 25 anni di reclusione a Giovanni Borgese originario di Gioia Tauro mentre gli altri tre imputati Cristian Pirruccio, Davide Gaeta e Marco Principe, tutti abitanti tra Abbiategrasso e Paderno Dugnano, furono assolti.BR /b Contro questa decisione presa dal collegio presieduto da Maria Grazia Bernini fece impugnazione il pubblico ministero Maura Ripamonti che in aula aveva chiesto la condanna per tutti. In un documento di 58 pagine il magistrato della pubblica accusa elenca una serie di motivazioni per cui la sentenza dovrebbe essere riformata con una condanna estesa anche agli altri imputati, Cristian Pirruccio, Davide Gaeta e Marco Principe.BR Aldilà della sussistenza degli elementi probatori a carico dei quattro imputati, Ripamonti fa riferimento ad una pronuncia della Corte di Cassazione fatta nell'ambito di una causa riguardante il banchiere Pacini Battaglia sull'utilizzazione delle intercettazioni di conversazione e si affida alle conclusioni che saranno fatte in aula dalla Procura generale milanese.BR Di parere completamente diverso gli avvocati della difesa Michele Continiello, Rosalba Leda Canossi, Riccardo Donzelli, Angelo Colucci e Michela Andresano. Tra i più disposti a contrastare le tesi accusatorie l'avvocato Continiello nel cui ufficio milanese fu girata una parte del film «Il conte di Montecristo» e che non riesce a vedere prove a carico del suo assistito Cristian Pirruccio.BR Il legale fa pure riferimento nella memoria presentata alla Corte d'Appello ad argomentazioni della Suprema Corte di Cassazione, definendo «assolutamente ingiustificate» le richieste contenute nell'appello del pubblico ministero e sottolineando la validità delle motivazioni della sentenza di Pavia (che arrivò dopo cinque ore in camera di consiglio) contenuta in novantadue pagine sottoscritte dal giudice estensore Pietro Balduzzi.BR A presiedere il collegio giudicante nel prossimo mese di settembre sarà il giudice Sergio Valio.BR bAnnibale Carenzo /b