Zeme, forse niente fanghi all'ex Silpat
bZEME./bb Il progetto della ditta Ecotrass, che vorrebbe insediare un impianto di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi nell'ex Silpat, è stato abbandonato. Lo conferma il sindaco di Zeme Gianandrea Pagani: «Da mesi non so nulla e in municipio non è più arrivato alcun documento. Ritengo che non se ne farà niente». L'iniziativa della società bergamasca, autorizzata dalla Regione al trattamento di fanghi industriali e civili per l'agricoltura, aveva suscitato polemiche negli ultimi due anni e mezzo. La giunta di Zeme aveva dato un primo parere favorevole, ma solo consultivo: l'ultima parola, infatti, dovrebbe essere pronunciata dalla Provincia di Pavia. L'impianto lavorerebbe meno di 100 tonnellate di materiale al giorno.BR /b La Ecotrass dovrebbe insediarsi nell'ex Silpat, struttura industriale dismessa a lato dell'ex statale 494 verso Valle: qui sarebbero trattate 28.800 tonnellate l'anno di materiale. Oggi la ditta è autorizzata dalla Regione al recupero di rifiuti speciali non pericolosi nell'impianto di Carvico, in provincia di Bergamo. I fanghi depurati sono già utilizzati da aziende agricole della provincia di Pavia. L'anno scorso la Ecotrass aveva iniziato a insediarsi nell'ex industria di lavorazione dei truciolati, ma solo per eseguire alcune opere di manutenzione. Poi, il consigliere regionale Lorenzo Demartini aveva presentato un emendamento al Piano regionale dei rifiuti con lo scopo ultimo di escludere dalle zone protette, come la Zona di protezione speciale Risaie della Lomellina in cui ricade Zeme, dall'insediamento di attività a rischio per l'ambiente. «Forse si è bloccato tutto anche per questo», conferma il sindaco Pagani. In ogni caso, il progetto non era stato accolto favorevolmente da gran parte delle amministrazioni pubbliche e dei gruppi ambientalisti locali. La richiesta di realizzare un nuovo impianto in provincia di Pavia, secondo la Ecotrass, era data da necessità logistiche, in quanto lo spostamento dei fanghi da Bergamo a Pavia, oltre a fattori economici, implicherebbe anche fattori di carattere ambientale. Motivazioni respinte, in primo luogo, dal Coordinamento per la tutela della Lomellina, guidato da Giorgio Guardamagna, sindaco di Mede e consigliere provinciale. Porte chiuse anche da Legambiente: «Il Piano regionale di gestione rifiuti prevede la prescrizione 'escludente" nelle aree coltivate a risaie per gli impianti di trattamento chimico-fisico», ricorda il portavoce Gianfranco Bernardinello. Mentre il sindaco di Valle, Pier Roberto Carabelli, ammonisce: «Leggiamo che Valle non dovrebbe sopportare più di cinque camion al giorno. Noi non accetteremo un camion in più: se la ditta vuole sfruttare il nostro territorio, in cambio chiederemo un contributo per la costruzione di una strada secondaria per evitare il centro».BR bUmberto De Agostino /b