Boxe azzurra, tre medaglie sicure

bPECHINO./b «Questa medaglia è per Napoli. La città non ha solo aspetti negativi: se ci fossero strutture, il pugilato potrebbe togliere dalla strada tanti giovani perché ci sono tanti ragazzi che hanno voglia di 'faticare", pronti a fare sacrifici per avere un futuro».BR Anche Vincenzo Picardi, napoletano di Casoria, approda alle semifinali del torneo olimpico di pugilato nella categoria pesi mosca. E dunque con lui, sono tre i pugili italiani qualificatisi per le fasi finali e sicuri di una medaglia. Questo perché non si disputa la finale per il terzo posto ed entrambi gli sconfitti delle semifinali si aggiudicano il bronzo.BR Il napoletano, dopo aver sconfitto nei quarti, il tunisino Walid Cherif per 7-5, approda alla fase successiva del torneo olimpico cosi come Roberto Cammarelle, il lombardo di Cinisello Balsamo, per la categoria supermassimi e Clemente Russo, casertano di Marcianise, in quella dei massimi.BR «Ho vinto con il cuore - ha commentato Picardi - perché davanti ho avuto un carro armato che mi ha impedito di fare la boxe tecnica che piace a me». Il 'gigante" Francesco Damiani, Ct della boxe azzurra, suda dall'emozione per i risultati già acquisiti. «Questo è un bellissimo messaggio che viene dal nostro pugilato. Queste medaglie fanno bene al movimento e dico ai ragazzi che si avvicinano a questo sport che un podio olimpico è una emozione unica».BR Felicità incontenibile anche per il presidente federale Franco Falcinelli. «Tre medaglie non arrivavano da Los Angeles 1984, in America furono cinque».BR E Picardi non pensa né agli 'incontri" verbali con i ministri, come quello ingaggiato da Clemente Russo con la ministro della gioventù Giorgia Meloni, sul si o no alla sfilata durante la cerimonia di apertura dei Giochi, né se sia giusto o no viaggiare in business come i calciatori o in classe economica come tutti gli altri atleti. Diritti umani e presunti privilegi li lascia fuori dalla sua storia agonistica. «Io penso solo al pugilato e da questa Olimpiade voglio tornare a casa con il massimo risultato possibile».BR Intanto c'è il bronzo sicuro, un trofeo che arricchisce la bacheca di casa Picardi, dove il pugilato è una scuola di vita. Pugile il padre Antonio, che fu anche campione italiano negli anni Ottanta, pugile il fratellino Gianluca, 16 anni, pugile l' altro fratello, Giuseppe, ventenne, anche lui peso mosca. «Ci siamo affrontati per il titolo italiano e quel giorno mia madre avrebbe voluto uccidere mio padre», racconta l'azzurro che quell'incontro lo vinse 15-1 nel 2007.BR Damiani ora lo aspetta con fiducia, ma già lo ringrazia per quello che è riuscito a fare, mentre da Cammarelle e Russo, domani, si aspetta la finale. «Hanno classe e possono vincere, Vincenzo invece dovrà affrontare più difficoltà».BR Vada come vada ci sono già tre bronzi sicuri. Il medagliere azzurro ringrazia e intanto a Casoria è già iniziata la grande festa.BR (c.p.)