Partigiani anarchici, una spina nel fianco del Pci

bPAVIA. /bPerseguitati dal potere, guardati con sospetto anche da chi combatteva dalla loro stessa parte. Eppure capaci di mettere insieme una brigata partigiana, la Malatesta, che diede parecchio filo da torcere a tedeschi e fascisti, nella Bassa Pavese (Belgioioso, Corteolona) e in Lomellina (Mede e Lomello), con colpi di mano e veri e propri assalti alle caserme della Gnr e alle postazioni militari sparse in pianura e lungo il Po. Una presenza tenace e ben radicata, quella degli anarchici, fino al punto da suscitare le gelosie e il risentimento del Partito comunista, deciso ad affermare la propria egemonia sul movimento partigiano e che mal gradiva la convivenza con formazioni che, in qualche modo, razzolavano nel suo stesso orto. Da qui il tentativo di orchestrare una campagna di delegittimazione della Malatesta, di cui fu regista Bruno Guidetti, mortarese, funzionario del Pci. L'obiettivo era quello di indurre i partigiani anarchici a entrare nelle formazioni Garibaldi o a sciogliersi. Una forma di pressione neppure lontanamente paragonabile alla feroce repressione antianarchica scatenata dagli stalinisti durante la guerra civile spagnola e che, in ogni caso, falli il bersaglio. Per sottrarsi alla soffocante stretta comunista, gli anarchici strinsero un accordo con il Psi, confluendo nelle brigate Matteotti. L'intesa venne raggiunta in corso Vercelli a Milano da Mario Orazio Perelli e da Sandro Pertini nell'aprile 1945.BR I partigiani anarchici pavesi superarono anche la prova dell'arresto del loro comandante (2 marzo 1945), il milanese Antonio Pietropaolo, sfollato a Corteolona durante i bombardamenti con la fabbrica meccanica per la quale lavorava. La Malatesta continuò a infastidire i nazifascisti e contribui poi alla Liberazione della zona di Belgioioso e Corteolona. Pietropaolo, sopravvissuto all'arresto, nel dopoguerra creò proprio a Corteolona un circolo anarchico, e dopo la messa in minoranza della linea favorevole alla partecipazione alle elezioni (congresso di Carrara), fondò un partitino filotitoista, mentre Perelli, nel '47, passò con i socialdemocratici di Saragat.BR