«E' chiuso anche per colpa nostra»

bVIGEVANO. /bb«Abbiamo paura, perciò stiamo zitti. Tutti sanno chi è stato a danneggiare il Circolab, ma nessuno fa nomi». Parla una 59enne disoccupata che vive a Pietrasana: «Come mi chiamo è meglio non scriverlo. Vivo di lavoretti, curo anche un gatto per 8 euro l'ora. Più di 400 euro al mese non guadagno. Perciò spesso le bollette non le pago, o non mangio». Il Circolab era una manna dal cielo per i residenti: «Un luogo di ritrovo al coperto e riscaldato senza muoversi da qui, a costo zero». Se oggi è chiuso «è anche colpa nostra. Cioé di chi educa male i propri figli».BR /b Come per molti inquilini Aler, dall'inizio dell'anno l'affitto del suo appartamento è aumentato: erano 20 euro a mese, oggi sono 32. «Sembra una cifra minima, ma per me è tantissimo. Mi ha messo in crisi». E' divorziata e vive sola. A volte ha dovuto scegliere: «O pago il canone o riempio la pancia. Però se accumulo arretrati, mi mettono la tassa di mora».BR Per la gente di Pietrasana - dove molti vivono tirando davvero la cinghia - il Circolab dava una possibilità di aggregazione e offerte anche culturali a costo zero. Era un'àncora contro il disagio sociale. «Lo hanno rovinato proprio quei ragazzi che potevano utilizzarlo al meglio», commenta la donna. La chiusura che si protrae da quasi un anno dispiace a molti anziani, ma anche ai bambini. «Andavamo li a fare i compiti e giocare», dice Aurora, 10 anni, già ben consapevole delle difficoltà del quartiere dove vive. Adesso per i compiti si va in parrocchia, il mercoledi e sabato. «Qui non c'è niente per i giovani. E le case Aler hannno un sacco di guai». Pulizia e manutenzione carenti sono in cima alla lista: «In casa mia entrano ragni giganti e pipipistrelli. I piccioni sporcano la biancheria stesa e portano malattie».BR Le pallonate che escono dalle reti troppo basse del campetto da calcio, a volte, entrano direttamente dalle finestre delle palazzine intorno. Giuseppe Consiglio, 62 anni, è un referente degli inquilini: «Riaprire almeno il Circolab è fondamentale: a un quartiere come il nostro serve un punto di riferimento gestito da una struttura pubblica». Non tutti però sono di questo avviso. Dice Teresina Susto, 74 anni: «A Pietrasana serve più sicurezza, più vigilanza pubblica. Fino a dieci anni fa si viveva bene. Adesso la sera c'è da aver paura a scendere non dico in strada, ma anche solo nel nostro cortile interno». Secondo Raffaele Peraggine, 75 anni, originario di Bari e arrivato a Vigevano dopo parecchi anni di lavoro in Venezuela: «Si è visto che il Circolab è bersaglio dei vandali, o di chi li manda. Qualcuno non vuole un centro sociale qui. Se lo riaprono, finirà come l'anno scorso». E poi si chiede: «Valeva la pena di spendere un miliardo di vecchie lire per una struttura nuova, quando ci sono le nostre case da sistemare?». Per gli alloggi popolari si allungano le liste di attesa. «Ma allora, non era meglio costruire delle altre palazzine di edilizia economica, invece di un centro sociale?» (a.m.)BR