Villa Biscossi, la discendenza sparsa per il mondo

bVILLA BISCOSSI./b Domenica 7 settembre più di 450 persone si riuniranno a pranzo nel piccolo paese, che vedrà cosi quadruplicarsi la popolazione. Le persone che portano il cognome Biscossi o Biscossa saranno le protagoniste della giornata amarcord: in piazza anche coloro che sono nati o che si sono sposati a Villa Biscossi. Si ripeterà l'iniziativa promossa dal sindaco Rino Viganò e dal vice sindaco Giuseppe Fassardi: riunire a pranzo tutte le persone che portano il cognome derivato dal toponimo del paese. «Si pensi che quest'anno ha risposto all'appello un Biscossa che abita a Zurigo e che si dice discendente degli antichi feudatari del paese: il suo avo, padre di 26 figli, dovette vendere tutto il patrimonio per dividere l'eredità - spiega Fassardi -. L'anno scorso fra gli altri ci chiamò un funzionario dell'ambasciata italiana in Albania e un altro Biscossi residente in Spagna». Nel Medioevo i Biscossi, che facevano parte della vasta consorteria dei Conti di Mede, furono signori particolari di quella 'villa" che poi diede il toponimo al borgo rurale. I Biscossi si stanziarono in paese verso la fine del XIII secolo: per alcuni, a valorizzare il centro abitato fu un certo Francesco Biscossi. E c'è addirittura la santa di 'famiglia", Sibillina Biscossi, vissuta fra XIII e XIV secolo. Domenica 7 settembre, dunque, sarà ricordata anche la santa canonizzata nel 1854, le cui spoglie riposano nel duomo di Pavia, sotto l'altare di Santa Lucia. «In primo piano, ci saranno le persone che si chiamano Biscossi o Biscossa: è un modo per esaltare il nostro piccolo Comune, orgoglioso del suo passato - spiegano gli amministratori comunali -. Abbiamo dedicato un'intera giornata a questi nostri 'concittadini", che saranno festeggiati durante la messa e poi con un pranzo conviviale. Esalteremo anche le persone che sono nate a Villa Biscossi e che si sono sposate nella nostra chiesa». (u.d.a.)BR