Tettamanzi: seguiamo il Papa
bROMA./b «L'appello del Papa chiede ora di essere messo in pratica». Il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi commenta le parole di Benedetto XVI contro la tentazione di cedere a nuove forme di razzismo e invita la comunità cristiana ad essere prima di tutto coerente con quella che lui stesso ha definito come la «Carta» dei cristiani: la Beatitudine evangelica, l'attenzione ai più poveri e umili. Dopo le polemiche scoppiate in seguito alle accuse di Famiglia cristiana alle politiche sull'immigrazione del governo, il mondo cristiano s'interroga sul monito del Pontefice.BR Il Papa «si rivolge innanzitutto alla comunità cristiana affinchè sia attenta, vigile e protagonista nell'accoglienza», dice Tettamanzi da sempre in prima linea in difesa degli immigrati. In aprile fu proprio la Curia di Milano a lanciare l'allarme per lo sgombero di un campo rom, denunciando, nel silenzio generale, che almeno in quel caso si era scesi «sotto il rispetto dei diritti umani». «Nella diocesi ambrosiana assistiamo da tempo a un consistente fenomeno di immigrazione che sta portando da noi un notevole numero di stranieri nelle nostre parrocchie, siamo attivi affinchè questi nuovi venuti siano accolti, aiutati nell'inserimento nella comunità», ricorda Tettamanzi.BR All'indomani del monito del Papa anche i protestanti italiani scendono in campo contro le nuove forme di intolleranza razziale. Le politiche del governo su sicurezza e immigrazione preoccupano i protestanti che ne faranno uno dei temi principali del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste in programma a Torre Pellice, Torino, dal 24 al 29 agosto. Se Benedetto XVI ha ammonito i fedeli contro i pericoli di un nuovo razzismo, Maria Bonafede, moderatora della Tavola Valdese, ribadisce «forte preoccupazione per quel clima di paura, di sospetto e di chiusura che si sta determinando proprio nei confronti degli immigrati».BR Ma il Papa parlava agli italiani oppure no? Sergio Romano lo esclude categoricamente. «Credo che gli italiani commettano ancora una volta l'errore di pensare che tutto ciò che fa la Chiesa abbia un riferimento con la situazione italiana», dice l'ex ambasciatore. Per Romano «quello che sta accadendo in Italia, vale a dire un certo irrigidimento delle leggi relative all'immigrazione, sta accadendo in tutti i paesi europei». «Il problema europeo è come vivere con questa nuova immigrazione in una situazione in cui l'opinione pubblica europea diventa sempre più inquieta, preoccupata e spaventata» avverte Romano. (m.b.)BR