La Marza, antico monastero

b ZEME./b La Marza è una delle cascine più antiche della Lomellina, di chiara origine monastica, con interessanti elementi architettonici che rimandano ad antichi insediamenti. Come le limitrofe Erbamala e Campalestro, fra Velezzo e Cergnago, in cui non è difficile riscontrare un altrettanto antico passato monastico, la Marza rappresenta il passato più genuino della Lomellina essendo antecedente all'XI secolo. Ancora oggi, nell'epoca dell'agricoltura meccanizzata e tecnologica, la cascina fra Zeme e Velezzo mantiene intatto il suo fascino originario, la sua matrice storica distintiva.BR Situata nell'omonima frazione di Zeme, a otto chilometri da Mortara, la Marza è di comprovate origini benedettine: nel 1496, in piena età rinascimentale, sarà venduta al conte Jacomettum della Tela e, nel 1662, ai conti Taverna di Milano, conti di Landriano. I documenti raccontano che nel XIX secolo il cascinale fu suddiviso in tre porzioni, di cui la parte a corte chiusa conserva ancora oggi la tipica struttura della cascina lomellina. Basta visitarla per capirne il valore storico: dalla torretta campanaria del convento, alla chiesa ipogea sconsacrata con accesso all'interno della corte, dal refettorio con soffitto a volte alle finestre a semicerchio, alle colonne in granito. Un vero gioiello, insomma, reso ancora più prezioso dal palazzo dominicale risalente al XVIII secolo che sorge all'interno del perimetro, con un torrione di ingresso in cui si intravedono alcuni stemmi di famiglie nobili, fra cui i Visconti. In passato, non mancavano nemmeno il refettorio delle mondine, la filanda, il mulino, le scuole e i negozi di prima necessità. In Lomellina la Marza rappresenta una delle architetture tipiche di maggiore rilevanza, con la sua struttura tipica 'a corte chiusa", o 'a corte lombarda", con un accesso sulla strada e un secondo verso i campi. A giudizio di vari studiosi, la tipologia 'a corte chiusa" deriva dalla villa rustica romana e dalla 'curtis medievale", in cui il mattone è il materiale più diffuso. L'età d'oro della Marza è legata ai monaci Benedettini, che, insieme ai Cistercensi, a partire dal XII secolo avviarono la bonifica del territorio attraverso progetti di 'imbrigliamento" e di canalizzazione delle acque. La regimentazione delle acque a fini irrigui e le vaste operazioni di bonifica furono interventi di grande sviluppo per l'economia lomellina e, ancora di più probabilmente, per il miglioramento delle condizioni di vita, con paludi e acquitrini convertiti in terre in cui diventava possibile la pratica agricola. Alla cascina Marza il lavoro, complementare alla preghiera, ha dato forma a uno dei primi centri monastici della Lomellina. Sede di un convento benedettino fino al XV secolo, nei successivi trasferimenti di proprietà tra casate nobiliari, l'insediamento si caratterizzerà come segno stabile nel territorio. Oggi frazionata tra diversi proprietari, la cascina Marza presenta molti fabbricati non più utilizzati che rischiano di perdere per sempre il loro importante valore architettonico.BR bUmberto De Agostino /b