L'Antitrust denuncia: truffe online sull'aggiornamento dei dati
bROMA. /b Attenzione alle richieste di dati sulla propria attività per l'aggiornamento delle guide commerciali on line: spesso imprese, professionisti o istituzioni che aderiscono a queste iniziative - pensando di farlo a titolo gratuito - sottoscrivono moduli poco chiari, con caratteri piccoli e formule a volte poco comprensibili, e sono poi chiamati al pagamento del servizio. Per importi, in media, di mille euro.BR Sulla vicenda interviene l'Antitrust che non solo mette in guardia gli internauti ma si rivolge direttamente alla procura di Roma, inviandole la documentazione sulle «società scorrette, già sanzionate per pubblicità ingannevole», spiega lo stesso Garante in una nota.BR Sono arrivate infatti - è sottolineato - centinaia di segnalazioni di imprese, professionisti e istituzioni che hanno sottoscritto moduli di aggiornamento dati e che ricevono invece richieste di pagamento. L'Autorità invita dunque in primo luogo «a denunciare il fenomeno alle Autorità giudiziarie».BR Ma anche a «valutare con attenzione i materiali relativi all'inserimento delle informazioni societarie su Internet prima di sottoscriverli: molte denunce riguardano nuovi operatori pubblicitari che propongono l'identico meccanismo ingannevole», già adottato in passato sotto altre denominazioni. Il Garante ha cosi deciso di inviare alla Procura della Repubblica di Roma la documentazione relativa ai messaggi con i quali diverse società, «residenti all'estero, invitano professionisti, istituzioni e piccole e medie imprese ad inserire su guide internet il loro nominativo.BR Si tratta di comunicazioni ripetutamente dichiarate ingannevoli. titrust: chi le riceve viene infatti indotto dai caratteri poco chiari a sottoscrivere un modulo, che sembra finalizzato all'aggiornamento gratuito dei dati della società o dell'ente, mentre è un costoso contratto di inserimento nella guida».BR Negli ultimi mesi l'Autorità ha ricevuto centinaia di segnalazioni di imprenditori e di istituzioni pubbliche che si sono visti intimare il pagamento per l'iscrizione nelle guide, pari mediamente a circa 1000 euro, avvenuto proprio per effetto delle comunicazioni ingannevoli. Altrettante denunce riguardano iniziative simili poste in essere dalle stesse o da nuove società». L'Autorità - conclude - «ha quindi deciso di inviare alla Procura della Repubblica di Roma, per le valutazione e gli accertamenti che saranno ritenuti più opportuni, tutta la documentazione relativa alle società che sono state ripetutamente condannate per pubblicità ingannevole e per inottemperanza alle decisioni dell'Autorità stessa. In particolare si tratta di «DAD Deutscher Adressdienst GmbH (4 provvedimenti di ingannevolezza e di 3 provvedimenti di inottemperanza); CD Publisher Construct Data Verlag GmbH, Nova Channel AG, European City Guide S.L. ed Eu Business Services Limited». I destinatari delle richieste di pagamento possono comunque presentare - ricorda il Garante - formale querela alle Autorità giudiziarie competenti. La comunicazione ingannevole può rappresentare motivo di invalidità del contratto.BR