Telecom ridimensiona i piani
b MILANO./bb Telecom è costretta a ridimensionare i suoi obiettivi per fine anno, frenata dal rallentamento in Brasile e Germania. In compenso non c'è stato l'allarme utili che si temeva anche per il mercato interno. E Piazza Affari festeggia portando fino alla sospensione per eccesso di rialzo il titolo della compagnia telefonica che chiude in progresso del 3,09% a 1,135 euro.BR /b Il semestre, nonostante gli indicatori in contrazione (utile -24% a 1,14 mld; ricavi -3,3% a 14,83 mld; mol -12,6% a 5,53 mld) rispetta le attese e Franco Bernabè conferma le linee guida dettate a marzo mentre ribadisce, dopo le indiscrezioni di stampa, che per la revisione del piano industriale bisognerà aspettare la fine dell'anno.BR Taglio dei costi e repricing, questi i due fattori chiave che permetteranno a Telecom di centrare i target fissati per il mercato domestico. Qui Bernabè conferma la previsione di ricavi superiori a 23 miliardi di euro e un ebitda margin organico intorno al 44 per cento. L'allarme utili lanciato da Brasile e Germania impone però un riadeguamento degli obiettivi a livello consolidato puntando a ricavi tra 30,4 e 30,5 mld (da 31 mld) e un ebitda margin attorno al 38% (dal 38,5%).BR Vengono confermati gli investimenti pari a circa 5,4 miliardi di euro (inclusi 0,5 miliardi relativi all'acquisto della licenza 3G in Brasile). Sul fronte dei risparmi Bernabè ricorda il piano esuberi che dovrebbe portare una riduzione di 300 milioni di euro al 2010 ma nel complesso i risparmi dovrebbero arrivare a 1,2 miliardi entro il 2010. Confermate le sinergie con Telefonica stimate in 1,3 mld per il periodo 2008-2010 e, in particolare per il 2008 «di 100 milioni di euro per Telecom Italia, con un terzo di questo obiettivo annuo già raggiunto» sottolinea Bernabe. Anche il dato sull'indebitamento (37,172 mld al 30 giugno) è migliore delle attese degli analisti e Telecom conferma la previsione di portare il rapporto con il margine operativo lordo sotto 3 per fine 2008. Questo, secondo il direttore finanziario Enrico Parazzini mette al riparo da nuovi declassamenti da parte delle agenzie di rating. E per gli analisti significa anche una politica dei dividendi che può proseguire invariata ma la conferma arriva solo per inferenza: «Non ci sono cambiamenti rispetto a quanto detto» risponde Bernabè a una precisa domanda di un analista. A marzo era stato detto che il dividendo non sarebbe stato ulteriormente tagliato e che il debito sarebbe stato ridotto attraverso la gestione operativa e l'eventuale dismissione di ulteriori asset non strategici. In dirittura d'arrivo, a fine settembre, è peraltro la cessione di Alice France per chiudere la quale mancano solo le autorizzazioni dell'Antitrust e la risposta dei sindacati locali. Sulla flessibilità finanziaria Parazzini sottolinea che Telecom ha a disposizione «liquidità per 4,5 miliardi» e «linee di credito pari a 6,5 miliardi».BR