VOGHERA. Dovendo scegliere per risparmiare, i vogheresi tagliano le ferie. E i negozianti si adeguano. «Nelle normali rilevazioni estive — confermano all'Ascom — abbiamo notato un dieci per cento di chiusure in meno. E anche analizzando le comunicazioni informali delle chiusure per ferie abbiamo rilevato una enorme riduzione dei periodi di vacanza degli esercenti». Un dato, in particolare colpisce: nessuno dei negozi delle grandi catene in franchising (i grandi nomi della moda che normalmente hanno le vetrine più vistose lungo le strade dello shopping) espone gli avvisi di chiusura per ferie. Tutti aperti ad eccezione del fine settimana lungo di Ferragosto. «Restando ai commercianti che non lavorano in franchising — spiega il presidente dell'Ascom Umberto Baggini — rileverei prima di tutto che i commercianti sono vogheresi come tutti gli altri che, di conseguenza, risentono come tutti gli altri degli effetti della crisi e quindi 'tagliano" sulle ferie accorciando i tempi o evitando del tutto di farle. Detto questo, in molti hanno anche scelto di posticipare la chiusura visto che anche nel pieno dell'estate la città non si è svuotata e quindi è necessario offrire servizi adeguati a chi non è partito». Ma quali sono le categorie commerciali meno inclini a chiudere per ferie? «Senza dubbio i negozi di abbigliamento, calzature e accessori — risponde Baggini — Quest'anno la stagione dei saldi è andata particolarmente male, e come conseguenza i commercianti hanno ancora i magazzini pieni. Tutta merce che deve in qualche modo essere smaltita prima che arrivino i rifornimenti per la stagione autunno-inverno. Tutta merce, anzi, che sarebbe meglio vendere per fare cassa in vista dei pagamenti di settembre«.